537 gradini per la vista più suggestiva di Roma: la cupola di San Pietro

Uno dei monumenti più visitati al mondo è la Basilica di San Pietro simbolo e punto di riferimento della cristianità di tutto il mondo e alla cui edificazione hanno contribuito i geni del Rinascimento italiano: da Michelangelo al Bramante, da Raffaello al Bernini.

L'elemento che maggiormente contraddistingue la basilica i romani lo chiamano amichevolmente "Cupolone" ed emerge imponente in ogni foto e cartolina di Roma: è la Cupola di San Pietro, simbolo della città eterna, della cristianità ma anche espressione del genio formidabile di uomini ed artisti straordinari.

Il fascino e l'imponenza della cupola affascina oggi così come faceva in passato tanto che che Goethe vedendola illuminata in maniera alquanto suggestiva nel 1787 (cosa che avveniva sopratutto in occasioni particolari quali ad esempio la festa di San Pietro) la definì come uno "spettacolo che sembra una favola prodigiosa".

E' talmente maestosa e bella che trasmette quasi magia. Come si spiegherebbe altrimenti l'immagine che da di se da Via Piccolomini: se la si percorre in direzione della basilica la cupola all'inizio vi si presenterà enorme come se poteste toccarla, ma man mano che vi avvicinerete questa si farà sempre più piccola.


Cenni storici sulla Cupola di San Pietro

Molti sanno che la Cupola di San Pietro, tra le più grandi al mondo, è stata progettata dal geniale artista Michelangelo Buonarroti, ma pochi sanno che inizialmente papa Giulio II affidò l'incarico di progettare la cupola al Bramante.

Fu la morte di questo pontefice a far passare il progetto di mano in mano, da Raffaello Sanzio ad Antonio da Sangallo, fino a quando Leone X de' Medici incaricò Michelangelo nel realizzare questa grande opera che però il grande artista non vide mai compiuta in quanto morì nel 1546 quando era stato realizzato solo il tamburo.

Michelangelo comunque non seguì alla lettera il progetto del Bramante ma lo modificò, predisponendo come prima cosa il posizionamento della stessa al centro della basilica, proprio al di sopra del meraviglioso colonnato del Bernini.


Ma la novità più importante Michelangelo la introdusse ispirandosi al Brunelleschi e alla cupola della Chiesa di Santa Maria del Fiore a Firenze: infatti invece di innalzare la cupola seguendo il metodo a calata usato ad esempio per edificare il Pantheon, Brunelleschi in base ad una serie di ingegnosi calcoli ed accorgimenti quali quello dei conci "a spina di pesce", creò una coppia di cupole, una interna e l'altra esterna.

Alla morte di Michelangelo, vent'anni dopo sotto il pontificato di Sisto V, Domenico Fontana e Giacomo della Porta, impiegando ben 800 operai, portarono avanti i lavori rispettando l'idea del maestro ma rendendola meno tondeggiante ma più slanciata verso il cielo: una grande festa salutò il completamento dell'opera nel 1590.


La prima salita sulla Cupola di San Pietro

Il sistema che possiamo chiamare brunelleschiano lo potete vedere con i vostri occhi salendo i 537 scalini che portano sino in cima alla cupola. 
La prima parte del percorso è abbastanza agevole (è possibile persino utilizzare un ascensore) in quanto dovete salire una grande scalinata a chiocciola che porta alla prima terrazza all'altezza del tamburo, del quale potete notare, intervallate da doppie colonne, 16 grandi finestre dominate da timpani alternativamente semicircolari e triangolari: alla base potete leggere la frase tratta dal Vangelo secondo Matteo e pronunciata dal Cristo "tu sei Pietro e su questa pietra erigerò la mia chiesa".

Non perdetevi lo spettacolo offerto dal ballatoio circolare interno dove potrete ammirare gli splendidi mosaici realizzati nella prima parte del '600, su richiesta di papa Clemente VIII, dal cavalier d'Arpino raffiguranti gli Apostoli, i papi e scene della vita di Gesù Cristo.
Ma questo corridoio interno vi permetterà di ammirare l'interno della maestosa basilica con i suoi ricchi pavimenti ed opere d'arte, da una prospettiva decisamente diversa: vi troverete infatti al di sopra della prima navata a due passi dai soffitti decorati e proprio dove si trova lo splendido baldacchino bronzeo del Bernini risalente al 1633, dalle colonne intrecciate verso l'alto simili a ritorti rami frondosi.
Proprio a questa monumentale opera è legato un vecchio detto in latino che recita "quod non fecerunt barbari, fecerunt Barberini", in quanto papa Urbano VIII Barberini pur di fornire bronzo al Bernini al fine di realizzare questa opera, fece prelevare questo materiale addirittura dalle decorazioni del Pantheon.


La più ardua scalata più vicina al cielo

Già dalla prima terrazza lo spettacolo su Roma è magnifico, potendo scorgere il meraviglioso colonnato del Bernini che sembra cingere in un affettuoso abbraccio la basilica e i fedeli che affollano giornalmente la piazza, al centro della quale svetta l'Obelisco che, a quanto si racconta, fu fatto pervenire dall'Egitto su ordine di Caligola su una nave piena di lenticchie per evitare di spezzarlo.
Dalla prima terrazza è possibile inoltre scorgere la Città del Vaticano con i suoi palazzi e i suoi giardini: nelle giornate più terse lo sguardo può andare anche a 30 km di distanza.

Ma se volete provare a sfiorare il cielo con un dito, vi tocca faticare davvero scalando i 320 strettissimi gradini, anch'essi a chiocciola, alla volta della lanterna.
Questo tratto del percorso passa proprio tra le due cupole e man mano che si sale le pareti vi cingeranno quasi in una morsa in quanto si piegheranno seguendo la curva della stessa cupola convergendo verso il centro: con un pò di attenzione osserverete sui muri delle iscrizioni che riportano i nomi di celebri personaggi che salirono anch'essi questi gradini, tra i quali vi è ad esempio Ferdinando II di Napoli.

La vostra fatica sarà ben ricompensata da una impagabile vista su tutta Roma, in quanto giungerete alla lanterna di cui potrete notare nella parte bassa colonnine binate mentre nella parte alta candelabri. La cuspide della lanterna, costruita durante il pontificato di Clemente VIII, è sovrastata da una sfera in bronzo dorato realizzata da Sebastiano Torrigiani e sovrastata a sua volta da una croce.

Ebbene sappiate che la cupola è visitabile solo fino alla lanterna: guardandovi attorno vedrete una scaletta che dalla loggetta della lanterna, previa autorizzazione, porta fino alla sfera che può contenere fino a venti persone. Sembra però che l'ultimo ad aver avuto il privilegio di salire sul punto più alto della Basilica di San Pietro fu nel 1847 papa Pio IX, mentre due anni prima papa Gregorio XVI ospitò per un rinfresco lo zar Nicola I.

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05/12/2017
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