I segreti della “città che muore”: Civita di Bagnoregio

Passata alla storia come "la città che muore", Civita di Bagnoregio, negli ultimi anni, ha conosciuto una nuova vita. Questo piccolo borgo, al confine tra Umbria e Lazio, è letteralmente rinato. Considerato tra i più belli di tutta Italia, solo quest'anno ha registrato oltre 800mila visitatori che, con il "pedaggio" hanno risanato le casse del Comune, consentendo, ad esempio, l'accompagnamento delle persone disabili o l'esistenza stessa del pronto soccorso. L'accesso al paese, infatti, è a pagamento: 3 euro nei giorni feriali e 5 in quelli festivi. Soldi che il Comune stesso reinveste in servizi.

Perché la città che muore?
La definizione arriva direttamente da Bonaventura Tecchi, che definì così questo borgo favoloso in onore (o a causa) del colle di tufo dove poggia, che viene eroso da due piccoli torrenti, ma anche dalla pioggia e dal vento. Dietro il paese ci sono i calanchi, ovvero delle onde di argilla che lasciano spazio a torrioni enormi, come quello del Montione e la cosiddetta Cattedrale. Un soprannome, quindi, che oggi vale la leggenda di Civita di Bagnoregio, fondata oltre 2500 anni fa dal popolo etrusco e che sintetizza alla perfezione l'unicità del paesaggio.

Un po' di storia
Civita di Bagnoregio è la patria natale di San Bonaventura, un monaco filosofo dell'ordine francescano, e dello scrittore Bonaventura Tecchi. Pare che questa zona fosse abitata fin dal IX secolo avanti Cristo, almeno secondo i reperti archeologici ritrovati. In ogni caso, la sua nascita come città fiorente la si deve agli etruschi. Grazie alla sua posizione strategica per gli scambi commerciali, infatti, si poneva come snodo importante per le rotte dell'epoca. E del tempo etrusco rimangono tuttora molte testimonianze, a partire dal Bucaione, un tunnel profondo che collega il paese alla Valle dei Calanchi. Molto è stato eroso dal tempo e dalle intemperie, nonché dai terremoti. Furono poi i romani a realizzare delle importanti opere per canalizzare l'acqua piovana, contenendo anche i torrenti. Purtroppo, con la fine dell'Impero Romano, anche Bagnoregio cominciò a spegnersi mano a mano, finendo nelle mani dei visigoti, poi dei bizantini e dei longobardi, fino a quando venne consegnata alla Chiesa da Carlo Magno. Un terremoto terribile, risalente al 1695, causò la rovina dell'antichissimo borgo, dando il via a un lento declino.

La rinascita
La rinascita è avvenuta lentamente. Prima, nel 2001, il regista giapponese Hayao Miyazaki l'ha ritratta nel suo film capolavoro La città incantata, facendo scatenare flussi di turisti giapponesi nel piccolo borgo che oggi rappresentano ben il 20% del totale. Poi, AirBnb l'ha scelta - da poco - come paese modello di un nuovo progetto di accoglienza in Italia, che mescola edifici pubblici a privati per accogliere gli artisti di tutto il mondo.
Infine, il presidente della Regione Zingaretti l'ha candidata come patrimonio dell'Unesco. Così, nel 2015, i turisti sono stati oltre 600mila e nel 2017, come abbiamo già visto, oltre 800 mila. Una crescita esponenziale che ha consegnato questo borgo alla storia del mondo.

Le curiosità
Innanzitutto il vero nome, Bagnoregio, che sembra derivi dal letterale Bagno del Re, perché questo luogo, che anticamente era una stazione termale, avrebbe ospitato il re dei Longobardi Desiderio gravemente malato.

La seconda curiosità sta nel numero di abitanti: nel 2011 erano 16, oggi ne sarebbero appena 10, se non addirittura 7. Inoltre, il ponte da cui si accede al borgo, rigorosamente pedonale e lungo ben 300 metri, è stato costruito nel 1965, dopo che i tedeschi nel 1944 avevano fatto saltare in aria quello precedente durante la seconda guerra mondiale. Un'altra cosa curiosa da sapere è che questo borgo così piccolo e gracile ha ospitato diversi film. Qui sono stati girati I due colonnelli con Totò del 1962, ma anche Contestazione Generale con Alberto Sordi, la fiction Pinocchio nel 2009 e anche, quest'anno, Questione di Karma con Fabio De Luigi. Infine, l'ultima curiosità è il tentativo che questo borgo sta facendo di trasformare una "condanna a morte" in un motivo di rinascita, ospitando il Museo delle Frane, davvero unico nel mondo, e cercando di affrontare il problema dell'erosione anche con interventi strutturali finanziati proprio dal turismo. Si calcola che ogni anno le mura del paese diventino 7 centimetri più sottili, quindi il futuro di Civita di Bagnoregio non è ancora certo, purtroppo.

Cosa vedere e cosa fare a Civita di Bagnoregio
Sarà pure un borgo piccolo e incantato, ma ci sono davvero molte perle da vedere, tutte meravigliose. Al paese si accede tramite la Porta Santa Maria, scavata nella roccia e attribuita al Vignola. Da qui si snodano diverse piazzette e palazzi signorili, per arrivare a piazza San Donato, dove si erge la cattedrale, ex duomo, di San Donato, la chiesa più importante del borgo, costruita nel V secolo e più volte ristrutturata, con l'intervento più imponente del 1500 a firma di Nicola Matteucci. La chiesa ospita un Crocifisso ligneo che viene considerato miracoloso. Anche la piazza, di per sé, è unica nel suo genere: la pavimentazione, infatti, è fatta di breccia e terriccio e dà immediatamente la sensazione di essere catapultati ad almeno 400 anni fa. La visita prosegue tra viette e cortili, case medievali e piazzette. Negli ultimi anni, il turismo ha fatto nascere moltissimi locali, botteghe artigiane, ristorantini e bed and breakfast. Da vedere anche il palazzo Vescovile e la Grotta di San Bonaventura, uno dei luoghi più visitati a Bagnoregio. Questa grotta consiste in una tomba a camera risalente all'epoca etrusca, letteralmente a strapiombo sulla valle e diventata leggendaria. Si racconta, infatti, che qui San Bonaventura trovò riparo e venne curato miracolosamente da San Francesco, ospite dell'antico convento che si ergeva proprio nella grotta, di cui oggi restano purtroppo ben poche testimonianze a causa dei numerosi crolli avvenuti nel corso dei secoli. Proprio questo miracolo consegnò il piccolo Giovanni, futuro frate e filosofo, alla Chiesa e a Dio.

Tra gli eventi, ce ne sono diversi a cui vale la pena assistere e partecipare. Ogni anno, il venerdì santo si celebra una processione in cui il Crocifisso ligneo della Chiesa di San Donato viene fatto sfilare per le vie del borgo. La prima domenica di giugno di ogni anno, invece, è la festa patronale, sicuramente da non perdere. Il Palio della Tonna è un altro evento annuale interessante, la prima domenica di giugno e la seconda di settembre, e consiste in una vera sfida sugli asini tra contrade. D'estate, poi, c'è il Tuscia Jazz Festival e a Natale il paese rivive con un suggestivo presepe vivente.

Civita di Bagnoregio, come arrivare
La posizione di Civita di Bagnoregio è davvero strategica. Posta a metà tra il lago di Bolsena e il Tevere, si trova nel Lazio, in provincia di Viterbo, ma è vicina al confine umbro. Arrivando da nord, si può uscire dalla A1 a Orvieto e proseguire seguendo le indicazioni per Bagnoregio, a meno di 20 km. Se si arriva da sud, meglio uscire a Orte per poi prendere la superstrada per Viterbo, uscire all'uscita per Bagnaia-Montefiascone e proseguire sulla SP Teverina fino al borgo. Roma dista poco più di 100 chilometri, quindi meno di due ore di viaggio.

Vuoi soggiornare a Roma?

Per questa location ti consigliamo Hotel Panama Garden, ideale per scoprire Roma grazie alla sua posizione strategica.

30/01/2018
Civita di BagnoregioUno dei borghi piu belli d ItaliaMonaco San BonaventuraLa citta che muore

Questo sito si avvale di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie consulta la cookie policy. ok