Il giardino segreto di Livia Drusilla sopravvissuto per 2000 anni

Parlando dei segreti e delle curiosità della Capitale d'Italia e, secoli e secoli addietro anche del grandioso Impero Romano, non ci si può dimenticare della Villa di Livia Drusilla, al tempo moglie dell'Imperatore Augusto. Per quasi 2000 anni visitando questo importante sito archeologico nessuno non ha mai nemmeno ipotizzato che sotto all'imponente costruzione vi fosse un ninfeo volto a conservare una pittura magnifica: quella di un giardino ad affresco. Solo nel 1863, grazie a un fortuito caso, fu trovata l'entrata nel sotterraneo sotto alla villa, dove sorgeva un'opera d'arte parietale subito denominata Il Giardino Segreto di Livia Drusilla.

La qualità dell'esecuzione, la completezza, il lavoro sui dettagli, ma anche la datazione (si stima che il giardino segreto di Livia Drusilla venne realizzato tra il 40-20 a.C.) ne fanno una delle opere d'arte più belle di tutta la città. Il che non è affatto poco, considerando la quantità e la portanza delle opere d'arte ospitate a Roma. Sfortunatamente, per via dei danni della Seconda Guerra Mondiale si decise di distaccare gli affreschi dai muri per non perderli completamente. Quest'operazione venne eseguita in 2 anni, il 1951 e il 1952, a opera dell'Istituto superiore per la conservazione e il restauro delle opere artistiche. Da quel giorno e fino a oggi il Giardino Segreto di Livia Drusilla è conservato nel Museo Nazionale di Roma, nella sezione del Palazzo Massimo alle Terme.

Il ninfeo sotterraneo nella Villa di Livia Drusilla
Secondo alcuni storici dell'arte, quest'opera è stata realizzata da Ennio Libone su richiesta della stessa Livia Drusilla. Si crede che al tempo l'artista, che non aveva ancora raggiunto il picco della sua fama, ritenne quella richiesta poco meno che assurda. Realizzare un giardino, in un sotterraneo... opera praticamente impossibile in un luogo dove non arrivano i raggi del sole e dove l'aria scarseggia. Eppure alle mogli degli imperatori romani non si obiettava mai. Bisognava solo obbedire ed Ennio lo fece realizzando quel che si può considerare una delle sue opere migliori. Piante, fiori, uccelli, ma anche frutti: tutti componenti che dovevano entrare nel futuro giardino imperiale. Sembra che il lavoro durò ben 2 anni prima che il Giardino di Livia venne completato. Era dettagliato, vivo; quasi come se quel giardino non fosse semplicemente disegnato sul muro, ma fosse in tutto e per tutto reale. Guardandolo Livia riusciva a percepire i profumi di quelle piante, a toccare l'alloro, a sentire i fruscii del vento sulle foglie. Bastava un po' d'immaginazione e i profumi delle magnifiche fragranze del Giardino di Livia si diffondevano in tutta la stanza, riempiendola con quegli odori così intensi. Periodicamente l'autore di quest'opera si recava in quel sotterraneo per controllare la tenuta della pittura. Anno dopo anno Ennio Libone si preoccupava di rinfrescare il colore di quel giardino, non sospettando nemmeno che quest'ultimo avrebbe attraversato quasi 1800 anni prima di venire nuovamente riportato alla luce.

Il fascino pittoresco del Giardino Segreto di Livia Drusilla
La tecnica usata per realizzare il dipinto è di molto superiore rispetto a quella di molte altre opere d'arte contemporanee. Ogni dettaglio dell'opera è stato curato fin nei minimi dettagli, tanto da rappresentare oggi una delle opere d'arte più complete e sorprendenti che si hanno dell'Antichità. Se al tempo il Giardino Segreto serviva per portare gli osservatori in una calda giornata di sole mentre fuori dal ninfeo cadeva la pioggia, oggi il ruolo di quest'opera è radicalmente cambiato. Esso ci è utile non solo per capire meglio la cultura del giardino, così tanto importante nell'Impero Romano, ma per accorgerci dell'immenso amore che aveva Livia Drusilla nei confronti delle piante e della natura. Sull'affresco, difatti, vi sono rappresentate ben 23 specie vegetali e 68 avicole, oltre a numerosi uccelli. Il Giardino Segreto, poi, era costruito in modo tale da non interrompersi una volta arrivato al muro, quasi come se puntasse a sfondarlo per continuare dall'altra parte.

Un sotterraneo magico
Un semplice ninfeo, grazie agli sforzi di un artista, era diventato un luogo di pace e di magia al contempo. Proprio qui, secondo gli storici, Livia cercava la tranquillità e la calma, nascosta dagli occhi altrui. Qui la nobile donna trovava il riposo dalle mille faccende di Stato in cui era coinvolta da suo marito. E nello stesso giardino Livia trovava anche il rifugio dai numerosissimi impegni domestici a cui veniva costretta. Nel suo segreto giardino la moglie di Augusto si ricordava del lontano giorno delle sue nozze: quell'aquila che portò sulle sue ginocchia una gallina bianca con tanto di ramo d'alloro. Fu proprio quello il significato della sua richiesta a Ennio Libone: il poter avere un luogo di pace in cui riposare e ricordare. Secondo le leggende, la donna piantò l'alloro portatole dall'aquila proprio nel punto su cui anni dopo sorse la villa.

Proprio in quel sotterraneo morì Augusto, forse avvelenato dalla sua beneamata Livia: storia, questa, su cui tutt'ora circolano numerose leggende e curiosità. Secondo alcuni, difatti, fu proprio Livia ad aver avvelenato i fichi che così tanto piacevano all'Imperatore; secondo altri, la morte della coraggiosa donna e di suo marito fu solo frutto dei giochi di potere. Da allora in poi quell'affresco, testimone delle vicende che hanno grandemente influito sulla storia del mondo, fu gradualmente abbandonato finendo per essere, con il tempo, dimenticato completamente.

Oggigiorno, invece, esso rappresenta quel che è una possibilità magnifica: riscoprire, ancora una volta, le vicende dell'antico Impero Romano; rivivere quelle vicissitudini storiche e osservare l'arte al suo stato puro. L'arte che fa ricordare, che fa vivere, che riporta alla mente le calde giornate estive in cui Livia Drusilla si rifugiava nel suo giardino segreto. Quell'arte che al giorno d'oggi attira l'attenzione di numerosi visitatori, alcuni dei quali provenienti persino da altri continenti, alla semplice ricerca delle emozioni e delle sensazioni che solo la pittura è in grado di regalare, permettendo di annegare tra quelle foglie, quegli uccelli e quegli odori che molto tempo fa vennero dimenticati, ma che oggi sono stati riscoperti.

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04/06/2018
Villa DursillaLivia DursillaIl giardino segreto di Livia

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