Il sapori autentici della cucina romana al Rione Testaccio

Sontuosa, smargiassa e pittoresca: è Roma caput mundi. La città eterna dall'aura artistica e spirituale, sede del sommo potere e centro di vita popolana. La sua natura variegata, illuminata dal sole, ha un fascino senza tempo. Che si distrugge e si rinnova ogni giorno, in un continuo ricambio di gente, splendori e insidie. Il suo appeal moderno di città metropolitana, intrisa di storia e storie, affascina i visitatori di tutto il mondo, desiderosi di lasciarsi sopraffare dalla "grande bellezza" antica, di respirare le mirabili vestigia a pieni polmoni.

E fra le vie famose ed i vicoli festosi, calpestati da illustri nomi e profili interessanti, pullulano copiose le ricche tradizioni. La buona cucina in primis. Non quella fast-food del turismo mordi e fuggi, identificativa del mondo globalizzato e multietnico. Quella verace e storica, realizzata con amore e buon senso. Quella modesta dei nostri antenati, e non spocchiosa degli chef frugali, che bolle nelle pentole delle bonarie osterie e delle irresistibili trattorie. Proprio le trattorie, una delle più felici e goderecce istituzioni romane, rappresentano il fulcro della gastronomia tipica, il luogo in cui appagare il palato con il gusto di laute pietanze, inframezzate da sorsi generosi di un vino locale. Sono le trattorie dei quartieri, poco lontane dal centro storico.

Quelle che annoterete fra le "cose da fare" nei vostri appunti di viaggio, e che vi consigliamo come piacevole scoperta, o forse riscoperta. Per assaporare appieno i sapori autentici di Roma e dei romani. Seguite la mappa dei piaceri attraverso le specialità gustose offerte dalle rustiche taverne. In particolare, quelle del quartiere di monte Testaccio, oggi più conosciuto come Testaccio, dove ebbe origine la cucina romana, il cibo di strada realizzato con gli avanzi di carne del mattatoio, cotti nei grandi calderoni, su treppiede e legna ardente. Recandovi in questo rione, lambito dal regale fiume Tevere, rimarrete soddisfatti dalle porzioni, direttamente proporzionali alla bontà dei piatti, e dall'ospitale atmosfera romana. 

La cucina rionale romana: esperienza sensoriale allo stato puro

Il quartiere del vecchio Mattatoio è poco distante dal centro storico di Roma, vicinissimo alla stazione Ostiense. Se state organizzando un viaggio nella capitale, non esulate dal visitare la cosiddetta zona dei "prati del popolo romano". Considerata luogo ideale per le gite fuori porta, era la destinazione prediletta dagli stessi abitanti, il crocevia fra la dolce vita delle vacanze romane ed i luoghi delle attività produttive, dei mercati e del macello.

Al rione Testaccio, facilmente raggiungibile tramite metro B ed autobus, scoprirete il piacere di un'animata movida gastronomica. In questo luogo, in bilico fra aurea nostalgica e scanzonata aria romanesca, avrete infatti l'opportunità di assaggiare il meglio della cucina antica. Non la rivisitazione in chiave moderna dei piatti che l'hanno resa celebre, bensì l'originale, fatta di interiora, abbacchio, coratella e gnocchi di semolella. Ingredienti principali, insaporiti da carciofi, cicorione e sapidi formaggi. Un tour di sapori e profumi intensi, colori e voci indimenticabili vi trasporterà in un'altra epoca, fra il piacevole eco degli stornelli e un andirivieni di chiassose stoviglie.

Rimandate di qualche giorno la tentazione di cedere all'esotica cucina fusion! Imponetevi di provare le portate popolari, i sapori autentici di Testaccio. In un piatto di rigatoni con pajata, nella più rinomata coda alla vaccinara o trippa alla romana, riconoscerete il vero gusto della tradizione. 

Il menù di Testaccio e le trattorie rionali

Ambienti minimal ed informali, luoghi di culto culinario, rappresentano lo zoccolo duro della ristorazione tradizionale. Resistono da generazioni all'evoluzione dei tempi, promuovendo come piatti cardine del menù quotidiano la seduzione dei piatti antichi, dei sapori forti e popolari, accessibili anche ai palati più fini. Nomi come Felice, Flavio, Checchino, Angelina e Augustarello (tanto per citarne alcuni), designano le più famose trattorie del quartiere. In questi posti, dove il calore del focolare domestico si materializza in un succulento e fumante piatto, gli elementi in legno, i mattoncini e le cantine scavate nella pietra del Monte dei Cocci, diventano parte integrante della convivialità.

Se desiderate gustare l'eccellente proposta della cucina rionale, prenotate in anticipo il vostro tavolo, e sbizzarritevi nella degustazione dei sapori autentici di Testaccio. Ordinando dalla lista delle vivande vi capiterà di inneggiare alla versatilità della carne, diffusissima nella cucina romana. Vi imbatterete nel maiale, nel guanciale degli spaghetti alla carbonara, alla gricia o all'amatriciana, nel battuto di lardo, come ingrediente principe di intingoli e bruschette, e sotto forma di strutto nella preparazione dei numerosi fritti di tradizione. Sarete altresì costretti a scegliere fra le numerose proposte a base di carne vaccina. Ma non temete! Sono disponibili anche le varianti vegetariane. Sarà difficile trattenere l'acquolina in bocca davanti ad un piatto di crostini alla provatura, tipici fra gli antipasti romani. Si tratta di spiedini, con fette di pane alternate alle provoline di bufala, condite con una salsa a base di burro e alici salate. Fra i fritti, sarete lusingati di assaggiare i veri panzerotti e supplì romani. Molto ampia la scelta dei primi piatti, fra cui gli gnocchi alla romana, realizzati con il semolino e cotti in forno con abbondante burro e formaggio grattugiato, ed i tonnarelli alla chitarra cacio e pepe. Sentitevi soddisfatti di assaggiarne la versione vera, cremosa al punto giusto e speziata. E se invece preferite il pesce? Ordinate la pasta col brodo di arzilla, pardon, di razza. Oppure, quando la scelta non ricade sul baccalà a filetti ed in guazzetto, optate per i mazzancolli al coccio. Fra i secondi piatti, non tralasciate di provare l'abbacchio, in tutte le salse disponibili, e la frittura mista alla romana, a base di cervella, interiora e carciofi fritti impastellati. Fra i contorni, le famose puntarelle laziali, i carciofi alla giudia, ed i piatti a base di fagioli e cotiche di maiale. Fra i dolci più ambiti, i soffici maritozzi a base di frutta secca e candita, il budino di ricotta dolce ed il celebre tiramisù espresso. Innaffiate il tutto con un ottimo vino da vitigno autoctono. Buon appetito!

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12/10/2017
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