L’antica città di Tivoli e le sue magnifiche ville

L'antica Tibur, oggi nota come Tivoli, era definita a ragione da Virgilio come "superba": sorge infatti a poco più di 30 km da Roma, in un contesto naturalistico unico, ai piedi dei Monti Tiburtini, nel cuore della Valle dell'Aniene.

Non stupisce sapere dunque che sin dal IV a.C. sia stato il rifugio di famosi viaggiatori, artisti e pensatori quali Svetonio, Orazio e Catullo, attirati dalla natura lussureggiante e dall'aria pura.

La maestosità imperiale di Villa Adriana
Tra le personalità illustri che hanno soggiornato a Tivoli c'è niente meno che l'imperatore Adriano che scelse proprio questo luogo per erigere la sua sontuosa dimora, lontana dal logorio del potere di Roma.

Il primo luogo in cima alla vostra lista delle cose da vedere a Tivoli, deve esserci assolutamente Villa Adriana, una vera e propria città dentro la città, con tanto di palazzi, teatri, palestre e ovviamente le terme (grandi e piccole) che sfruttavano l'acqua proveniente dagli Acquedotti dell'Acqua Claudia e dell'Acqua Marcia. Immaginate ovunque stucchi, mosaici e marmi dove oggi vi sono solo imponenti vestigia: pensate che un magnifico mosaico policromo è custodito nel Palazzo del Quirinale, mentre molte delle pietre che compongono Villa d'Este sono state prelevate proprio da questo sito archeologico.

Certamente il luogo simbolo di Villa Adriana è il Teatro Marittimo: vi ritroverete davanti ad un colonnato circolare che si riflette su un fossato ricolmo d'acqua ed al centro l'isolotto tanto amato da Adriano, raggiungibile solamente a nuoto o mediante ponti girevoli.
Visitando la villa, ammirerete il genio di Adriano che ha voluto raccontare un po' dei suoi viaggi nella sua dimora: ad esempio il Canale del Canopo, sul quale si affacciano statue e colonne, rappresenta un ramo del fiume egiziano Nilo, mentre il Pecile riproduce la Stoà Pecile di Atene, città cara ad Adriano.

Non mancate poi di visitare l'imponente Sala dei Filosofi, anche se di quella grandiosa sala è rimasto poco più del grande abside dove però sono ancora visibili le nicchie che un tempo ospitavano le sculture dei saggi: c'è chi pensa però che questa sala absidata fosse in realtà una biblioteca e che quelle nicchie ospitassero volumina. Attraverso gli scritti di Pirro Ligorio, sappiamo quanto fosse opulente, rivestita com'era di marmi e porfido.

L'eleganza rinascimentale di Villa d'Este
Avviandovi nel cuore di Tivoli, apprestatevi a visitare la spettacolare Villa d'Este. Si tratta di un gioiello rinascimentale voluto dal cardinale Ippolito d'Este, figlio della più famosa Lucrezia Borgia: pensate che costui ideò questa sontuosa dimora per consolarsi della sua mancata elezione a papa, ed affidò il progetto all'artista Pirrò Ligorio.

Certamente il palazzo affrescato seguendo la corrente artistica del manierismo merita una visita: ad esempio soffermatevi nella Sala di Ercole il cui soffitto grandiosamente dipinto mostra le 12 fatiche dell'eroe mitologico.

Ma sono i giardini all'italiana che vi conquisteranno: vi ritroverete immersi in un mondo bucolico fatto di grotte e sculture, ninfei e terrazze, ma sopratutto fontane dai giochi d'acqua strabilianti, se pensate che sono stati realizzati nel '500: la straordinarietà delle fontane inoltre sta nel fatto che sfruttano l'acqua del fiume Aniene, ma senza congegni meccanici usati invece esclusivamente per creare effetti speciali.

Ad esempio al cospetto della Fontana della Civetta, ascolterete sognanti cinguettii di usignoli bronzei che all'improvviso interrompono il loro canto all'avvicinarsi della civetta. C'è poi la Fontana dell'Organo dove la pressione dell'acqua, incanalata nelle canne, ogni 2 ore emette dolci melodie: ma sappiate che l'edicola centrale, posta tra le due nicchie ospitanti le statue di Diana e di Apollo, è stata realizzata dal genio del Bernini.

Davanti alla Fontana dell'Organo c'è una terrazza, affacciandovi dalla quale potrete ammirare le Peschiere, tre vasche immerse nel verde e nella vegetazione curatissima costituita da alberelli di aranci e siepi: pensate che un tempo gli ospiti della villa si dilettavano a pescare proprio in queste vasche, per poi gustare il frutto del loro pescato in sontuosi banchetti.

Girate per i giardini alla scoperta della Fontana del Bicchierone del Bernini, della barocca Fontana dell'Ovato, della Fontana della Romettadi cui potete distinguere Romolo e Remo con la lupa, fino a giungere al cospetto della seicentesca cascata realizzata dal Bernini parte della Fontana del Nettuno.

Non lasciate Villa d'Este prima di aver percorso, magari alla luce aranciata del tramonto, il Viale delle Cento Fontane che costeggia una verdeggiante parete da cui spuntano su due livelli zampilli di fontane traboccanti da sculture antropomorfe, animali e floreali.

La bucolica Villa Gregoriana con vista sull'acropoli
Da Villa d'Este, superate l'Aniene, immergetevi nella Villa Gregoriana: si tratta in realtà di un'oasi naturale, parte dei beni del FAI, nata nell'800 per volere di papa Gregorio XVI. Esploratela in libertà e con scarpe ben comode, tra continui saliscendi, sentieri avvolti dalla fitta e lussureggiante vegetazione, gorgoglianti ruscelli, le grotte carsiche di Venere e di Nettuno e terrazze panoramiche quali quella Vista del Papa fino a giungere al cospetto della cascata grande nata per regolarizzare il corso del fiume Aniene e alta più di 100 metri.

Proprio attorno alla cascata ci sono angoli di paradiso quali il terrazzino che si affaccia ad un palmo dalla cascata e raggiungibile percorrendo il seppur tortuoso sentiero "Ferro di Cavallo". La Villa Gregoriana è uno dei punti migliori per godere di una vista spettacolare sull'acropoli di Tivoli: antichi e affascinanti templi sorgono su un'altura, che vi ricorderà vagamente l'acropoli ateniese, sovrastando una profonda e verdeggiante gola.

La prima costruzione che certamente catturerà al vostra attenzione è il Tempio di Vesta, quella struttura circolare risalente all'80 a.C. dove in passato le vestali vegliavano il sacro fuoco affinché quest'ultimo non si spegnesse mai: potete ancora ammirare quel che resta di colonne scanalate che sorreggono la trabeazione riccamente decorata con festoni e figure animali.

Accanto potete notare un tempietto rettangolare ben più antico, probabilmente risalente al II a.C. e che si pensa fosse dedicato alla Sibilla: nel Medioevo fu trasformato nella Chiesa di S.Giorgio e tale rimase fino all'anno 1000.

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12/04/2018
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