La terrazza del Pincio offre uno degli affacci più suggestivi sulla capitale

Il Pincio (in latino denominato Mons Pincius e popolarmente chiamato anche Colle Pinciano) è un'altura situata poco a nord del Quirinale e orientata verso il Campo Marzio. Splendidi sono i giardini che occupano la collina, i quali circondano l'altrettanto suggestiva piazza Napoleone I, situata proprio in cima al poggio e dalla quale è possibile godere di un meraviglioso panorama su tutta la città e in primis sui sottostanti Rione Prati e piazza del Popolo.

La visuale offerta dalla terrazza del Pincio è talmente ampia da spaziare a nord sulla Cupola di San Pietro e fino a Monte Mario, a nord-ovest sul Gianicolo e a sud-ovest sui lontani grattacieli del quartiere Eur. Si tratta di uno dei luoghi più panoramici ed affascinanti della capitale, tappa fissa per tutti coloro che non conoscono a fondo la città e desiderano orientarsi approfittando della vista dall'alto.

Nel corso del tempo, il Pincio è diventato talmente celebre da conquistare un posto di rilievo fra i grandi parchi panoramici del mondo intero. In Italia sono sorti altri parchi urbani che portano il nome Pincio, così chiamati proprio in onore di quello romano.

La storia del Mons Pincius
Il Pincio era situato oltre i confini originari della città, in quanto escluso dal novero dei sette colli della fondazione. In un secondo momento, però, fu incluso sia all'interno del perimetro di cinta voluto dall'imperatore Aureliano, che nella cosiddetta regio VII augustea.

In epoca imperiale, il Pincio divenne la dimora preferita dalle famiglie più importanti della capitale, che qui fecero costruire le loro ricche dimore e i loro opulenti giardini (i cosiddetti horti): fra i personaggi celebri che decisero di abitare qui figurano anche Pompeo, Scipione Emiliano e Lucullo.

Quest'ultimo fece realizzare i celebri Horti Lucullani, all'interno dei quali si consumò la tremenda uccisione di Messalina, sposa di Claudio. Qualche anno dopo sorsero sul Pincio anche gli Horti Sallustiani, voluti da Sallustio e poi fusi agli horti di Lucullo in un'unica grande proprietà denominata "in Pincis". Proprio in virtù di queste antiche e nobili dimore, l'area divenne nota come Collis Hortulorum (il "colle dei giardini").

Il nome con cui ancora oggi viene definito, invece, deriva dai Pincii, famiglia che possedeva una villa nella zona nord della collina. In epoca augustea, la forte urbanizzazione che investì l'area fu inaugurata da Agrippa, che vi fece costruire il Campus Agrippae (terminato nel 6 a.C.), una grande villa che includeva anche la sua stessa tomba.

Nei pressi della piazza dei Santi Apostoli erano situati i castra della I corte dei Vigiles e a poca distanza sorgeva il Forum Suarium, il mercato dedicato alla carne suina. Nel III secolo d.C. Aureliano vi fece erigere un grande Tempio dedicato al dio Sole, situato tra le odierne Piazza San Silvestro e Via del Corso e presso cui veniva offerto gratuitamente del vino (distribuzione che i romani chiamavano vino fiscalia).

La passeggiata e la terrazza del Pincio
A partire dal periodo tardo antico e fino a tutto il XVIII secolo, il Pincio rimase quasi completamente disabitato, occupato soltanto dal casale e dagli estesi terreni degli Agostiniani di Santa Maria del Popolo, dagli orti del convento dei Minimi e dai giardini di Villa Medici.

Tra il 1808 e il 1814, i francesi occuparono Roma e proprio loro ebbero l'idea di risistemare tutta l'area, ormai quasi completamente abbandonata, e farne un grande giardino pubblico che potesse ridare un po' di respiro agli abitanti della città, i quali da secoli vivevano ammassati a ridosso del corso del Tevere. L'occupazione francese, seppur breve, lasciò nelle mani del Papa e dei governanti numerosi progetti di riqualificazione urbana, fra cui quello grandioso che coinvolgeva Piazza del Popolo e le zone limitrofe.

Nel giro di otto anni, Giuseppe Valadier fece realizzare la piazza attuale e il grande giardino che domina il colle. Da quel momento in poi, il Pincio, primo parco urbano della capitale, è diventata una delle passeggiate più care ai romani, oltre che ai turisti che affollano la città. Nel progetto del Valadier figurava la connessione del colle a Piazza del Popolo e alla porta Flaminia, utilizzando un'architettura neoclassica che fondeva in un unicum stilistico tutta la zona.

Il Valadier riuscì anche a superare l'ostacolo rappresentato dalla forte pendenza esistente fra la piazza e il colle, grazie ad alcuni tornanti che si arrampicano partendo dal lato orientale di Piazza del Popolo e raggiungono la spettacolare terrazza intitolata a Napoleone I. Il viale che conduce alla piazza, invece, prende il nome di viale d'Annunzio e fu impreziosito da fontane, bassorilievi ed alcune nicchie.

Del progetto realizzato dai francesi e poi perfezionato dal Valadier faceva parte anche la risistemazione dei giardini, che vennero abbelliti con alcune piante esotiche, tra cui le palme a ridosso della passeggiata e molte altre piante sempreverdi. Quello che collegava la piazza alla fantastica terrazza del Pincio resta uno dei progetti più riusciti della storia recente di Roma, che qui vede la perfetta sublimazione dell'elemento naturale e di quello panoramico.

Giuseppe Valadier fece realizzare sul Pincio anche la sua dimora privata, Casina Valadier, che oggi è stata adibita a caffetteria pubblica. Alla magnifica passeggiata è possibile accedere tramite le ripide rampe che salgono da Piazza del Popolo, dal Viale delle Magnolie e da Villa Medici. Lungo i viali che percorrono il Pincio furono collocati molte statue e busti, fortemente voluti da Papa Pio IX.

Nel corso del tempo, il loro numero aumentò gradualmente, cosicché verso l'inizio degli anni Settanta si contavano ben 228 sculture dedicate a personaggi storici locali e nazionali. Le donne ammesse al club sono soltanto tre, ovvero Santa Caterina da Siena, Vittoria Colonna e Grazia Deledda.

Il Pincio è una delle passeggiate più romantiche della capitale, sede di decine di spot pubblicitari e film, oltre che tappa fissa di qualsiasi giro turistico di Roma: impossibile non fare una sosta di fronte ad un panorama che ha il potere di emozionare!

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10/04/2018
Mons PinciusTerrazza del PincioPanorama Roma

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