La tradizionale festa della Befana a Piazza Navona

Probabilmente Roma è una delle poche città italiane dove la festa dell'Epifania è forse più amata del Natale. Non è un caso che la "città eterna" abbia sempre destinato uno dei suoi spazi più belli e importanti alla tradizionale festa della befana a Piazza Navona.
Roma è così, è un po' cinica e sprezzante, tutt'altro che buonista, detesta le convenzioni, dissacra tutto e non perdona, del resto gli antichi romani non esitavano a mostrare il pollice verso. Diciamolo tranquillamente, il Natale non è mai stata la sua festa. Troppo zucchero, troppa felicità, troppo facile. L'Epifania, invece, ha tutto un altro sapore. Se Babbo Natale è un simpatico vecchietto sempre buono, troppo incline alla condiscendenza, la vecchia sulla scopa, nell'iconografia che la racconta, è poco attraente e se i bambini si sono comportati male non esita a punirli con il carbone. Roma stima la befana e la accoglie nel salotto buono, piazza Navona, anche se la befana probabilmente le porterà il carbone. E sì, perché sarà sicuramente in collera giacché negli ultimi 4 anni la festa non si è tenuta. L'ultima ha avuto luogo nel 2013. Ma da quest'anno si ricomincia.
La festa della befana a Roma è un evento che, come detto, a parte gli ultimi anni si ripete da quasi un secolo; generazioni di bambini romani l'hanno vissuta con i loro genitori; loro volta quei bambini sono diventati padri e madri portando i loro figli tra le bancarelle, magari comprando uno zucchero filato o un cartoccio di arachidi caramellate.

La storia della piazza
Piazza Navona è la piazza barocca della città, probabilmente la più bella. È sorta sulla pista dello "Stadio di Domiziano", di cui ha conservato la forma dell'arena; se ci fate caso il lato settentrionale è curvilineo, mentre i palazzi sono stati costruiti dove si trovavano le gradinate.
Lo Stadio fu fatto costruire nell'86 d.C. da Domiziano perché vi si svolgessero i giochi atletici. Un calcolo che si basa sulla lunghezza dei gradini dell'antico stadio ha ricostruito la cifra degli spettatori che assiepavano le tribune: erano circa 30.000 a fare il tifo, anche se in realtà il popolo romano non amava l'atletica, la considerava sconcia. Però piaceva all'imperatore.
I giochi erano chiamati "agones" ed il toponimo della piazza ha origine, per corruzione, proprio da questa parola: da "agone" si trasformò in "in agone", poi diventò "innagone", e infine "navone". Oggi è Navona.


Palazzo Pamphilj
Se state facendo il giro noterete immediatamente un bel palazzo cinquecentesco. Le sorti di piazza Navona vennero decise nel 1630, quando il cardinale Pamphilj, che 14 anni dopo fu eletto papa con il nome di Innocenzo X, ordinò la costruzione di un edificio in stile tardo cinquecentesco. Palazzo Pamphilj fu progettato da Girolamo Rainaldi; ai lati del corpo centrale sorgono due edifici gemelli, ciascuno a tre piani, con due portali sovrastati da un balcone. All'interno dell'appartamento che affaccia sulla piazza per mezzo di quel balcone, visse una delle donne più note di Roma, donna Olimpia Pamphilj, che Pasquino soprannominò la "Pimpaccia de piazza Navona", prendendo spunto da un personaggio della commedia seicentesca romana, la "Pimpa"; le due figure femminili, quella vera e quella fittizia, avevano lo stesso carattere: furbe, dispotiche e presuntuose. Donna Olimpia una volta rimasta vedova, accumulò così tante ricchezze da poter essere considerata la padrona di Roma; del resto suo cognato era Innocenzo X. Oggi palazzo Bernini è sede dell'Ambasciata del Brasile.

La fontana dei Quattro Fiumi
Il monumento più importante della piazza è però la fontana dei Quattro Fiumi. Impossibile non notarla, anche in mezzo alle bancarelle dell'Epifania. Innocenzo X nel 1647 decise che la piazza avrebbe dovuto avere un altro aspetto. Volle sostituire l'abbeveratoio per i cavalli, che sorgeva al centro della piazza, con una bella fontana. Inizialmente il papa affidò il progetto al Borromini; infatti il più famoso Bernini non era in buoni rapporti con donna Olimpia; il Bernini riuscì però a riguadagnare la fiducia di Innocenzo X e della "pimpa" giocando d'astuzia: fece spedire ad Olimpia e al papa un modello della fontana, in argento. Il pontefice se ne innamorò e commissionò l'opera al Bernini. Secondo alcuni il modello del Bernini ebbe la meglio perché la regalò all'avida donna Olimpia.
La fontana fu inaugurata nel 1651 e in realtà fu un'opera del popolo, visto che venne realizzata grazie alle tasse sui principali generi di consumo, come pane e vino. Rappresenta i quattro grandi fiumi che si conoscevano in quel periodo: il Nilo, il Gange, il Rio della Plata e il Danubio. Le quattro statue di marmo bianco che li rappresentano sono alte cinque metri. Il Nilo fu opera del Fancelli; il fiume egiziano è raffigurato con la testa velata perché in quel periodo non se ne conoscevano le sorgenti; in realtà correva la diceria che quella particolarità esprimesse il disprezzo del Bernini nei confronti della chiesa di S.Agnese in Agone, che era stata progettata dal Borromini, suo rivale. Il Gange, infine, è opera del Poussin mentre il Danubio è stato scolpito dal Raggi.
Sulla sommità della fontana si eleva l'Obelisco Agonale, fu rinvenuto sull'Appia Antica, nel circo di Massenzio, nel 1647.


La festa della befana, tra il sacro e il profano
Percorrendo la piazza, ammirando le sue bellezze, pensate agli aneddoti che hanno contribuito a darle l'aspetto attuale. La fontana dei Quattro Fiumi, durante la tradizionale festa della befana a piazza Navona, viene circondata dalle bancarelle che vendono giocattoli e dolci. La piazza in questo periodo cambia completamente aspetto, grazie alle luci colorate e alle diverse melodie che si incrociano in un frastuono allegro.
Camminando sui sampietrini, avvolti nel vostro cappotto, avrete la netta sensazione che il sacro e il profano convivano. Questa è Roma. Accade così da secoli, è nella storia stessa di questa città. I ritrattisti vendono caricature dei divi di Hollywood davanti al portone della chiesa di S. Agnese in Agone. Non c'è niente che racconti Roma meglio di questo caos di musica e colore a due passi da un luogo sacro. A breve distanza dalla Fontana dei Quattro Fiumi ordinata da un papa, gira imperterrita una giostra felliniana.
Solitamente il mercatino, con tutte le sue coloratissime mercanzie, resta aperto tutti i giorni fino all'una di notte. Il gran finale avviene il 6 gennaio, quando la befana arriva per distribuire dolci, o forse più volentieri carbone, ai bambini della piazza. Roma è così.

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19/12/2017
Piazza NavonaLa Befana Piazza NavonaPalazzo PamphiljLa Fontana dei Quattro Fiumi

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