Passeggiate in bicicletta nel Parco Regionale dell’Appia Antica

Il Parco Regionale dell'Appia Antica è un'area protetta che si estende lungo la strada omonima e che include numerosi siti storici ed archeologici di grande interesse. Il parco copre oltre 3 295 ettari all'interno dei territori comunali di Roma, Marino e Ciampino e fu istituito nel 1988, per volere della Regione Lazio. Dall'alto, l'area somiglia ad un cuneo verde situato tra il centro storico di Roma e l'area dei Colli Albani; include il tratto iniziale dell'Appia Antica e buona parte delle strutture realizzate in epoca romana lungo i primi 16 chilometri di strada. Nel parco figurano siti di importanza comunitaria quali la Villa dei Quintili, le aree archeologiche degli acquedotti, la valle della Caffarella, le tenute della Farnesiana e di Tor Marancia, le sepolture della Via Latina e l'area archeologica di Tor Fiscale. Il parco dell'Appia Antica costituisce una splendida opportunità di conoscere la campagna romana e con essa alcune delle opere ingegneristiche più importanti della storia della città. Se avete voglia di una gita all'aria aperta inforcate i pedali della bicicletta e correte alla scoperta di un luogo davvero incredibile!

Le tappe del percorso
La prima delle tre tappe in cui è suddiviso l'itinerario parte da Porta Capena e conduce fino a Cecilia Metella. Porta Capena è l'ingresso al parco, nonché il punto che meglio di ogni altro riesce a suggerire il legame esistente tra il centro monumentale di Roma e l'Appia antica. L'inizio della passeggiata si snoda tra ciò che resta delle mura di cinta delle numerose tenute suburbane di epoca post-rinascimentale: si tratta della cosiddetta "strada tra le vigne", descritta anche dalla mappa realizzata da Giovanbattista Nolli nel 1748. Giunti in zona è possibile usufruire di un buon numero di servizi, fra cui noleggio biciclette, visite guidate, mappe e punti ristoro. La seconda tappa del percorso conduce da Cecilia Metella a Casal Rotondo. Meravigliosa la sequenza dei sepolcri che si alternano lungo la strada, i quali dopo qualche chilometro lasciano il posto alla villa suburbana più estesa, la villa dei Quintili, situata al V miglio. Al VI miglio, invece, è possibile ammirare il più grande sepolcro circolare della via Appia, Casal Rotondo. L'ultima frazione di percorso è quella che da Casal Rotondo conduce fino a Frattocchie. La passeggiata assume tratti ancora più bucolici e da un lato e l'altro della strada è possibile osservare la splendida campagna romana. Qui la strada comincia a presentare le classiche recinzioni laterali utilizzate a scopo agricolo e la vista può spaziare sulle immense tenute dell'Agro Romano, fin sul limitare dell'area dei Castelli Romani. È qui che la Regina Viarum esce dai confini del territorio romano ed entra in quelli dei vicini comuni di Ciampino e Marino.
La storia del Parco
L'idea di realizzare un parco archeologico che includesse il Foro Romano e l'area dei Castelli emerse già durante il periodo dell'occupazione napoleonica. Fu però Papa Pio IX, nella seconda metà del XIX secolo, a realizzare i primi lavori di sistemazione dell'Appia Antica, i quali furono affidati all'architetto Luigi Canina. Subito dopo l'Unità d'Italia, Rodolfo Lanciani, Ruggero Bonghi e Guido Baccelli lanciarono alcuni progetti finalizzati al recupero dell'area. Nonostante le intenzioni, però, gli interventi di riqualificazione si limitarono all'attuale Viale delle Terme di Caracalla. Nel 1931, il progetto del parco fu rilanciato e introdotto nel nuovo piano regolatore della città: l'Appia Antica doveva essere il fulcro di un'area di interesse naturalistico ed archeologico, circondata da una "zona di rispetto". Già a partire dal secondo dopoguerra, tuttavia, l'Appia corse il serio rischio di ritrovarsi sommersa dal cemento, a causa dei progetti finalizzati alla realizzazione di alcuni complessi residenziali e sportivi a breve distanza dai monumenti. Inoltre, l'abusivismo edilizio dilagante cominciò a mettere seriamente a repentaglio la tenuta di alcune aree di interesse archeologico. Un altro intervento che ha minato fortemente il percorso di rivalutazione dell'Appia Antica fu la costruzione del grande raccordo anulare, che ha diviso in due tronconi la strada all'altezza del settimo miglio. Il parco fu istituito nel 1988, in seguito all'approvazione da parte della Regione Lazio della mozione avanzata dai comuni interessati. Nel 2002 il parco è stato ulteriormente ampliato con l'introduzione nell'area protetta della Tenuta di Tor Marancia.

Le zone da non perdere
Tra i quartieri di Quarto Miglio e Cinecittà si estende un'area verde di oltre 15 ettari, ultima porzione dell'ampio tratto di campagna che in origine univa la città ai Colli Albani. In tutta l'area passavano ben sei acquedotti, i quali rifornivano la città di Roma e i suoi dintorni con un flusso che nei periodi di massimo splendore raggiungeva i 13 metri cubi al secondo. Agli altri acquedotti si aggiunge l'Acquedotto Felice, realizzato nel Rinascimento e ancora oggi impiegato per l'irrigazione. Sovrastano ancora la campagna in molti punti i resti delle imponenti arcate dell'acquedotto Claudio, che insieme a quelle più basse del Felice, sfiora i ruderi delle ville suburbane e i pini secolari, che insieme conferiscono al parco un aspetto ancor più suggestivo. L'altra area da non perdere è la valle della Caffarella, protagonista della lunga storia di Roma. Situata a ridosso delle Mura Aureliane e compresa tra la Via Appia e la Via Latina, l'area fu palcoscenico di leggende e miti, probabilmente suggeriti dall'atmosfera che vi si respira e dai dolci rilievi che fanno da limiti naturali e che, durante le fredde serate autunnali ed invernali, confinano nebbie e foschie intorno al corso dell'Almone, affluente del Tevere ritenuto sacro fin dalle epoche più remote. Come detto, nel parco ricade anche parte del corso della Via Latina, lungo la quale sorgono un buon numero di tombe monumentali. Ancora visibile e perfettamente conservato è un ampio tratto della pavimentazione originaria, fiancheggiata da diversi monumenti funebri, nei quali è possibile ammirare affreschi e stucchi di grande valore. Da non perdere la discesa alle Tombe dei Valeri e dei Pancrazi, consentita soltanto durante le visite guidate.

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07/06/2018
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