Sapori da tutto il mondo, il mercato di Campo de fiori

Il mercato di Campo de fiori è passato e presente, è tradizione ed innovazione, folclore ed integrazione razziale. La cultura legata alle più antiche usanze della capitale si mescola con quella delle altre popolazioni del mondo, permettendo a chi visita il mercato di Campo de fiori di percepire non soltanto il profumo delle nostre pietanze ma sapori da tutto il mondo.
Le cassette dipinte dai mille colori della frutta, della verdura, di ortaggi di ogni tipo e dalle tantissime varietà di fiori donano un tocco di luce alla città. Ma a dare colore è anche l'atmosfera che si crea ogni mattina, dal lunedì al sabato, in questa bellissima area sovrastata dalla statua dedicata a Giordano Bruno e sita a due passi da piazza Navona: le voci dei venditori, le loro battute, l'animo semplice di chi non ha avuto tanto dalla vita ma che ha imparato a riderci su. In altre parole, il mercato di Campo dei fiori è un ritratto della Roma autentica, lontana dalla globalizzazione - per quanto sia possibile - e fiera di quello che è stata e di ciò che sarà. Scopriamone qualcosa in più.

Il mercato di Campo de fiori: le origini del suo nome ed un po' di storia
Una vecchia leggenda racconta che il mercato di Campo de fiori sia stato così denominato per volere di Pompeo Magno, militare e politico romano, che aveva dedicato quell'area ad una donna di cui era innamorato, facendo istituire sul luogo anche un teatro riportante il nome della sua amata. Secondo quanto narrato, il mercato si sarebbe in origine chiamato Campous Florae, che tradotto significa 'Campo di Flora'. Fatto sta che la zona in questione negli anni che hanno preceduto l'edificazione della piazza da cui prende il nome il mercato fosse adornata da moltissime varietà di fiori.
La nascita della piazza viene ricollegata, secondo alcune testimonianze storiche, a Papa Callisto Terzo, nel 1456. In quel periodo è avvenuta infatti la riedificazione dell'intero rione e la costruzione di eleganti palazzi dell'epoca, come quello Orsini, adiacente alla piazza. Un ulteriore rinnovo della zona ha avuto luogo poco dopo la metà dell'Ottocento - nel 1856, per l'esattezza - quando la piazza ha assunto l'estensione e la conformazione attuale.

La statua di Giordano Bruno al centro della piazza
Qualcuno parla di 'statua maledetta', qualcun altro non ci fa nemmeno caso. Ma la statua di Giordano Bruno a Campo de fiori non è una cosa da sottovalutare. Si tratta di un monumento che ha segnato la vittoria della libertà di pensiero e di espressione sull'oscurantismo religioso che, il 17 febbraio del 1600, tolse la vita al filosofo e frate domenicano di origini nolane. Giordano Bruno, così come altre innocenti vittime, venne giustiziato dalla chiesa proprio al centro della piazza, con l'accusa di eresia. Secondo la religione cattolica non era ammissibile che un frate mettesse in dubbio il dogma religioso, che affermasse cioè - a quei tempi - che l'universo fosse infinito ed il sole non fosse nient'altro che un punto fisso nel firmamento.
La statua dedicata a Giordano Bruno fu istituita nel 1889, dopo circa dieci anni di lavorazione ed a circa due secoli dall'omicidio del filosofo, grazie all'artista romano Ettore Ferrari. Far accettare un'opera del genere, alla fine dell'Ottocento, non ha rappresentato un'impresa semplice per lo scultore, che è stato definito come uno tra i protagonisti della celebrazione artistica del nuovo stato laico conseguente all'Unità d'Italia. La statua attualmente visibile in piazza, infatti, non è la prima che Ferrari aveva realizzato, ritraendo Giordano Bruno: nel 1879 ne aveva proposto un'altra, in cui il filosofo e frate aveva un'area di sfida nei confronti del tribunale dell’inquisizione; lo Stato, tuttavia, non approvò quella prima proposta di opera, in quanto sarebbe apparsa troppo provocatoria.

Sapori da tutto il mondo, cosa acquistare al mercato di Campo de fiori
All'interno di questo magico mercato è possibile comperare frutta e verdura di stagione, prodotta a chilometro zero e venduta ad un prezzo più che onesto. Giungendo sul luogo troverete, a seconda delle stagioni, i carciofi romani, i broccoli del luogo (dalla forma simile a quella del cavolfiore e di colore verde), gli spinaci, i finocchi, i funghi, le puntarelle:
qualsiasi verdura vi verrà in mente, se il periodo è quello giusto, sarà presente al mercato di Campo de fiori. Lo stesso vale per la frutta e per l'enorme assortimento di piante e fiori. Ed ancora, al mercato più antico di Roma troverete molte varietà di pane, legumi sfusi, riso, carne, pesce ed artigianato locale: definire Campo de fiori con il semplice appellativo di 'mercato ortofrutticolo' sarebbe riduttivo, dato l'ampia gamma di prodotti disponibili. La cosa interessante è che a vendere i prodotti della capitale non vi sono più soltanto persone del luogo, ma anche venditori di altre nazionalità del mondo, che hanno introdotto nel paniere dei beni che è possibile acquistare nella piazza romana numerose spezie e preparati che incuriosiscono i turisti. Tra i banchi del mercato si può ora trovare anche, ad esempio, un sugo già pronto per fare l'amatriciana, o per preparare la pasta alla gricia.

Sapori da tutto il mondo, il mercato di Campo de fiori by night
La piazza del mercato di Campo de fiori non è viva soltanto di giorno. Di sera e di notte, infatti, questa zona pullula di giovani, che si recano lì per scambiare quattro chiacchiere con gli amici, per bere una birra fresca o mangiare un boccone in compagnia all'interno dei locali più alla moda della capitale. Non importa che sia estate o inverno: la movida al Campo - così viene definita la piazza del mercato secondo lo slang giovanile della zona - comincia ad ora di cena e, specialmente nel weekend, si protrae fino alle prime ore del mattino tra cocktail bar, cinema, teatri, ristoranti e caffè (sia al coperto che sotto le stelle). Ad intrattenersi fino a tardi non ci sono soltanto i ragazzi del luogo: la piazza rappresenta un grosso punto d'attrazione anche per i turisti, che affluiscono copiosi da tutte le parti del mondo. Restando in zona, si potrà passaggiare tra i caratteristici vicoletti della capitale, che presentano un'enorme varietà di locali: wine bar, disco pub, gelaterie, yogurterie... senza farsi mancare le tipiche pizzerie e trattorie romane. Cosa ordinare? Le pietanze della tradizione: la pinza, un'antica pizza romana, la pasta cacio e pepe, all'amatriciana o alla gricia.

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14/06/2018
Mercato di Campo de FioriGiordano BrunoEttore Ferrari

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