Una passeggiata indietro nel tempo sull’Appia Antica

Sappiate che la Via Appia è l'unica strada che prende il nome dal suo edificatore, Appio Claudio al quale si deve la costruzione anche del primo acquedotto romano. Il censore ne iniziò la costruzione nel 312 a.C con l'intento, peraltro riuscito, di rappresentare la grandezza di Roma: all'inizio la via giungeva fino a Capua e solo dopo fu prolungata fino a Taranto e a Brindisi dove una raffinata colonna (in principio due) segna il termine di questa strada definita a ragione "regina viarium".

Potete percorrere la Via Appia Antica a piedi oppure in sella ad una bicicletta: la prima cosa che noterete è il fondo stradale composto, nella sua parte più antica, da gigantesche rocce basaltiche di origine vulcanica; in alcuni tratti più recenti invece i sampietrini prendono il posto di queste grandi pietre.
Osservando i numerosi sepolcri ai bordi della strada, il luogo può sembrarvi quasi macabro: in realtà spesso i morti, di solito appartenenti a famiglie nobili, venivano sepolti a cielo aperto per questioni igieniche.
Ma la fama della strada è legata anche ad un evento effettivamente triste databile intorno al 71 a.C. quando i romani catturarono Spartaco e 6000 schiavi ribelli crocifiggendoli lungo la Via Appia fino a Capua, affinché tutti potessero vedere la sorte che toccava a chi si fosse ribellato al potere di Roma.

Per non dimenticare
Iniziate questo tour della Via Appia Antica dalla monumentale Porta di San Sebastiano: all'interno potete visitare il Museo delle Mura dove, attraverso le sezioni antica, medioevale e moderna, si ripercorre la storia delle fortificazioni romane e in particolare quella delle mura aureliane.
La prima costruzione che incontrerete tra l'Appia Antica e il Parco delle Caffarelle è la Chiesa del Domine Quo Vadis, il cui nucleo originario risale al IX secolo: è chiamata così perché, secondo la cristianità, il Cristo apparve a Pietro e alla sua domanda "Domine, quo vadis?", Gesù rispose "torno a Roma per essere crocifisso una seconda volta", invitando Pietro a tornare nella città eterna ed affrontare le persecuzioni di Nerone. All'interno avrete la possibilità di ammirare la copia di una pietra sulla quale potete scorgere quelle che si pensano siano le impronte dei santi piedi del Cristo.
Prima di inoltrarvi sulla Via Appia, è consigliata una deviazione in Via Ardeatina verso le Fosse Ardeatine: sarete accolti da una scultura in travertino raffigurante tre persone, in memoria dei 335 innocenti sterminati dai soldati tedeschi nel marzo del 1944 per vendicare i 33 compagni d'armi uccisi dai partigiani. Sul luogo dell'eccidio, a cui giungerete dopo aver percorso una galleria, si trova oggi un Sacrario.

Le misteriose Catacombe
Tornando sulla Via Appia Antica incontrerete le indicazioni per le Catacombe di San Callisto estese per quasi 20 km: vi apparirà un mondo sotterraneo incredibile, tra gallerie, nicchie e un ossario. Attraverso la Cripta dei Papi, arriverete al cospetto della suggestiva statua di Santa Cecilia con ben scolpito il taglio della spada sul collo, in memoria del sarcofago con il corpo della santa rimasto qui fino all'821: sarete circondati dai resti di affreschi e pitture del V e del VI secolo tra cui una bella immagine di Santa Cecilia che prega.
Più avanti scorgerete la Basilica di San Sebastiano, dedicata al santo francese vittima delle persecuzioni di Diocleziano e dove pare siano state custodite le spoglie dei santi Paolo e Pietro: entrate in chiesa e da qui scendete nelle vaste Catacombe di San Sebastiano risalenti al I d.C.
Proseguite a passeggiare tra la storia antichissima di cui la Via Appia Antica è intrisa e, superate le vestigia della Villa di Massenzio con annesso grande circo privato, teatro di emozionanti corse di cavalli, giungerete al cospetto del Mausoleo di Cecilia Metella figlia di quel console Quinto Metello Cretico che conquistò Creta e sita nel cuore della tenuta di Capo di Bove: si tratta di una struttura cilindrica, dove era custodito il corpo della matrona romana, di cui potete scorgere ancora le lastre in travertino che in parte ancora la ricoprono ed, in alto, fregi marmorei.
La struttura che noterete attorno alla elegante tomba è stata aggiunta nel XIV secolo dalla famiglia Caetani nell'atto di costruire un castello con tanto di torri merlate, finestre bifore, cinta muraria e chiesetta: nelle camere del castrum potete vistare il Museo dell'Appia ricco di iscrizioni, statue e sarcofagi provenienti dalla stessa Via Appia Antica.

Alcuni sepolcri sulla Via Appia Antica
Da questo punto della strada in poi, tra pini e cipressi, è un tripudio di tombe e sepolcri, con tanto di iscrizioni in alcuni casi ancora visibili, che secondo la tradizione romana dovevano essere lette ad alta voce, come se fossero pronunciate dal defunto stesso: osservate l'epigrafe della tomba di Marco Servilio e quella in versi del Tempio dei Figli di Pompeo Giusto. Tra le tombe più curiose c'è una ignota, eretta come un tempietto, che riconoscerete dai ruderi di una scalinata di accesso. Poco oltre riconoscerete il Sepolcro dei Festoni e del Frontespizio del I a.C. dall'edicola decorata con un bianco rilievo composto da quattro busti.
All'altezza dei ruderi di un Mausoleo a forma di tozza piramide, incontrerete prima i tumuli dei Curiazi e degli Orazi e poi, leggermente più lontano dalla strada, la grande Villa dei Quintili avvolta dal verde lussureggiante: quelle che vedete sono solo vestigia che però rendono bene l'idea della maestosità di questa villa suburbana che comprendeva anche un impianto termale. La residenza apparteneva ai fratelli consoli Condino e Massimo che però ostentarono così tanto da suscitare l'ira dell'imperatore Commodo che si impossessò dei suoi beni, villa compresa, non prima di averli fatti uccidere.

Giunti al V miglio, non potete non notare quello che è considerato il sepolcro più grande della Via Appia Antica: il Mausoleo di Casal Rotondo, si pensa appartenuto al console Messalla Corvino. In cima alla tomba di epoca augustea è stato costruito nel Medioevo un casale con tanto di giardino terrazzato con un orto e gli ulivi.

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20/03/2018
Via Appia anticaPorta di San SebatstianoCatacombe di San CallistoVilla dei QuintiliMausoleo di Casal Rotondo

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