Il MAXXI: arte e architettura contemporanea in uno spazio polifunzionale aperto a tutti

Una delle opere più discusse degli ultimi 30 anni a Roma, è diventata allo stesso tempo un segno indelebile della modernità che avanza inesorabilmente. Innovazione e sperimentazione accanto alla tradizione millenaria della storia della capitale. Il MAXXI non è solo un museo di arte contemporanea ma rappresenta una sfida culturale, un passo difficile compiuto per non rimanere imprigionati nell’eternità della bellezza impassibile della storia antica.

Oggi questa opera così discussa e circondata da mille polemiche sta iniziando a diventare un punto di riferimento importante per la città, amata dai turisti e finalmente accettata anche dai romani. Il Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo ha sconvolto la classicità di Roma soprattutto per il coraggioso progetto architettonico di Zaha Hadid, famosissima architetta e designer irachena naturalizzata britannica, purtroppo deceduta l’anno passato a soltanto 66 anni. Anche per questo il MAXXI è diventato un’icona, un lascito che la grande architetta ha donato alla città eterna osando proprio lì dove nessuno aveva tentato prima di allora, nel cuore della capitale mondiale dell’Arte Antica. Quest’opera non è solo un museo di arte contemporanea, ma un vero e proprio centro polifunzionale aperto alla sperimentazione e alla partecipazione collettiva. Ma la sua creazione non fu semplice, tanto che tutto iniziò addirittura nei lontani anni ’90.

La costruzione travagliata del MAXXI
La storia della costruzione del MAXXI inizia nel 1998, quando la Soprintendenza Speciale Arte Contemporanea e il Ministero dei Beni Culturali danno vita al bando di gara per la presentazione dei progetti. Dopo quasi un anno di lavoro, studi e polemiche, la proposta azzardata e innovativa di Zaha Hadid si aggiudica l’appalto per la trasformazione dell’area dell’ex caserma Montello, nel quartiere Flaminio. L’idea vincente dell’architetta è realizzare un centro multifunzionale, dove gli spazi si intersechino uno con l’altro, eliminando le gerarchie e creando una commistione di stili e sensazioni.

Accanto al progetto del museo, la Hadid affianca dei laboratori di ricerca sperimentale e una serie di spazi dedicati a eventi, incontri sociali, accoglienza e anche allo svolgimento di attività commerciali. Il tutto completamente integrato nelle strutture urbane della zona, che diventano parte integrante dell’opera creando uno spazio dai confini incerti. Il MAXXI pronto a essere costruito non voleva portare l’arte contemporanea dentro un museo, ma creare una sorgente d’acqua pura che fuoriuscisse e inondasse le strade di Roma, l’Arte di oggi miscelata all’Arte di ieri, per diventare una cosa sola.

I lavori iniziano nel 2003 per terminare nel 2009, anche se per assistere all’inaugurazione del MAXXI bisognerà attendere fino al maggio del 2010. Il progetto architettonico di Zaha Hadid suscita polemiche, dibattiti, a volte scompiglio e incredulità. Le forme sono innovative, con una forte carica plastica, sembrano quasi non dare sostegno alla struttura che appare come sospesa nel vuoto, galleggiando nello spazio. Inoltre non bisogna dimenticare che in contemporanea al MAXXI, Roma assistette a un altro progetto che contribuì a montare le polemiche intorno al nuovo museo, la struttura dell’Ara Pacis di Richard Meier. Sembrava quasi che la modernità volesse cancellare la Storia, attacco al quale i difensori della classicità risposero con vigore, seppur alla fine dovettero arrendersi al volere popolare e alla validità delle due opere. 

La struttura del MAXXI, un incontro di forme e colori
Con l’inaugurazione del MAXXI nel 2010 i romani e i turisti poterono finalmente iniziare a vivere questa nuova realtà, che in poco tempo assunse rilievo e prestigio internazionali. La struttura venne realizzata con una combinazione di cemento, acciaio e vetro, nelle sfumature del bianco e del nero abbracciati dai toni severi del grigio. All’interno si trovano tre livelli differenti che sembrano confondersi uno con l’altro spiazzando il visitatore, al quale non è raro che possa succedere di non capire più a quale piano si trovi. È tutto voluto, come il controllo forzato della luce che viene letteralmente usata come un’arma, per dare vita agli spazi e alle opere, un attore nascosto che osserva tacitamente lo scorrere del tempo. L’impatto all’interno del MAXXI è molto forte, il colore bianco dominante rilassa e prepara psicologicamente i visitatori alla fruizione totale delle opere, offrendo in continuazione una sensazione di sicurezza e perdimento mischiate una con l’altra.

L’offerta culturale del MAXXI
Il MAXXI offre a Roma e al mondo intero sia esposizioni permanenti che temporanee, in grado di mantenere quella fluidità voluta dalla sua architetta. Oggi all’interno del polo museale sono presenti collezioni di architettura e di arte contemporanea, a sancire la difficoltà nei tempi moderni di dividere l’una dall’altra. Si possono trovare opere che rappresentano l’evoluzione dei concetti fondanti dell’architettura durante tutta la sua storia, con uno sguardo ravvicinato dall’ideazione creativa alla realizzazione dell’opera.

Le collezioni comprendono più di 60.000 progetti e oltre 75.000 elementi tra fotografie, stampe, modelli, sculture, articoli e lettere. Appartengono a grandi nomi del settore come Alessandro Anselmi, Paolo Soleri, Carlo Scarpa, Enrico del Debbio e Vittorio De Feo solo per citarne alcuni. Tra le fotografie d’autore ci sono gli scatti artistici di Guido Guidi, Letizia Battaglia, Olivo Barbieri, Armin Linke, John Davies, Massimo Vitali e tanti altri.

Le collezioni d'Arte del MAXXI contano più di 400 opere di grandi artisti, una selezione accurata di capolavori contemporanei in costante evoluzione. Tra i grandi nomi compaiono personaggi come Francesco Clemente, William Kentridge, Mario Merz, Gerhard Richter e Alighiero Boetti. Inoltre il MAXXI fa parte del progetto Google Art Project in partnership con la fondazione Google Cultural Institute, dove grazie a una piattaforma digitale e alla tecnologia 3D è possibile scoprire i dettagli delle grandi opere. Per esempio ci si può immergere nelle trame della famosa Mappa di Alighiero Boetti, nuotando tra le centinaia di sfumature delle tele del suo universo. Un’altra collezione permanente riguarda la nuova "The Place to be", un’esposizione che parte dalle installazioni dell’area esterna per poi continuare al piano terra nella galleria 1. Si tratta di circa 60 opere tra arte contemporanea, architettura e fotografia con nomi del calibro di Renzo Piano, Paolo Portoghesi, Rossella Biscotti e Micol Assael. 

Eventi ed esposizioni temporanee : arte in movimento
Intorno al nucleo centrale del MAXXI, nella splendida cornice del quartiere Flaminio a Roma, ruotano tutta una serie di eventi, iniziative e mostre temporanee. Si tratta di un aspetto fondamentale per il polo museale, infatti tutte queste attività garantiscono fluidità e movimento all’Arte e al museo stesso, perseguendo l’idea iniziale di Zaha Hadid di abbattimento dei confini culturali. Non bastano gli spazi liquidi, i colori intrecciati e la luce che trasforma continuamente gli ambienti, servono gli stimoli degli artisti e delle altre arti per continuare a miscelare tutti questi elementi senza fermarsi. Per questo il MAXXI non riposa mai e continua a proporre esperienze percettive, come gli show di jazz nella piazza esterna con grandi nomi del Conservatorio di Santa Cecilia, gli storytelling e le visioni di cortometraggi e documentari d’autore, le visite guidate alle collezioni private e alle mostre.

Ma anche la manualità e la qualità degli artigiani del Made in Italy che creano arte in movimento, come i sarti delle grandi case di moda che espongono le loro opere come performance artistiche. Non mancano le esposizioni di interpreti internazionali, come lo sviluppo del concetto della casa giapponese che, attraverso i lavori di archistar come Kenzo Tange e Shigeru Ban, mostrano l’evoluzione della cultura nipponica. Ma anche le sculture volutamente fuori misura di Huang Yong Ping, uno dei maggiori rappresentanti dell’avanguardia cinese. 

Accoglienza ed educazione all’Arte
Una grande particolarità del MAXXI è che riesce a rendere accessibile tutto ciò a chiunque. Sembra quasi che il vero compito del Museo di Arte e Architettura Contemporanea sia proprio quello di entrare nella vita delle persone chiunque esse siano, bambini, anziani, turisti, romani, portatori di handicap e disabilità, rifugiati. Il MAXXI non crea barriere artistiche né sociali, accogliendo tutti a braccia aperte, senza distinzioni. Anzi, a chi ne avesse bisogno il personale del polo museale è in grado di dedicare particolare attenzione, con attività educative e ludiche mirate, percorsi di apprendimento speciali, esperienze narrative. L’Arte non è fine a se stessa ma ha bisogno del coinvolgimento percettivo di tutti, per essere quella guida sociale e morale che aiuta a conoscere se stessi, per imparare a vivere in maniera consapevole e tollerante.

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23/06/2017
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