Le leggende della piazza più amata dai romani: Piazza Navona, capolavoro d’arte e cultura

Piazza Navona è tra le più famose piazze di Roma per il suo stile tipicamente barocco, da sempre considerata uno dei luoghi storicamente più "allegri" della capitale.
Ricca di opere d'arte, può definirsi la piazza più amata dai romani, dove la storia si intreccia a numerose leggende, tra ironia e credenza popolare.

La storia di Piazza Navona
Piazza Navona si trova dove intorno all'85 d.C. sorgeva lo stadio di Domiziano, un imperatore amante dell'atletica, che volle questa costruzione per assistere ai tipici giochi greci. Questi ultimi non erano molto apprezzati dai romani, che li consideravano indecorosi, forse per l'abbigliamento succinto anche delle donne che vi partecipavano.

I resti dello stadio di Domiziano che si trova a circa 10 m sotto l'attuale livello di strada, si possono ammirare poco prima di accedere alla piazza, su via Zanardelli. Dall'affaccio si può ammirare uno dei tanti archi che caratterizzavano lo stadio, sviluppato su 2 ordini, con colonne in travertino. Per visitare quello che rimane di questa imponente costruzione, potete accedere agli scavi che si trovano sotto gli attuali palazzi e sono di un fascino sorprendente.

La presenza dello stadio di Domiziano dominò per molti secoli le attività di quella che oggi è una piazza. Dalle ricerche archeologiche è stato scoperto che aveva una forma allungata, proprio come il sito odierno, con un lato curvo, ma che non esisteva un muro divisorio centrale, come nel Circo Massimo, dove invece si svolgevano le corse con i cavalli e le bighe.
Le corse di cavalli nella piazza si tennero solo nell'800 ed erano simili a quella dei "barberi" su via del Corso durante il Medioevo, ma con la quale non avevano nulla in comune storicamente.

È stato calcolato che lo stadio poteva contenere circa 30 mila spettatori e che la sua lunghezza era di 276 metri a fronte di una larghezza di 106.

Il nome della piazza deriva dalla parola "agones", cioè "giochi", in riferimento a quelli che si tenevano nello stadio.
Nel tempo il temine è stato modificato fino ad assumere il nome di "Navona". Si hanno notizie della presenza dello stadio ancora fino all'anno 1000, quando il terreno circostante era caratterizzato da campagna alternata a piccole case, e con il primo impianto della chiesa di Sant'Agnese (oggi in Agone).

Il volto della piazza prese forma solo nel Medioevo, intorno al '400, quando si cominciò a tenere un mercato che divenne storico. Affluivano mercanti anche da altri centri per vendere cibo, oggetti e vari prodotti. In realtà nella piazza trovò posto parte del mercato che si svolgeva a Campo dei Fiori, dove ancora oggi si tiene ogni giorno.

Piazza Navona, i Papi e la famiglia Pamphilj 
Una prima sistemazione della piazza fu data da Papa Gregorio XIII, che fu il primo a portare l'acqua per abbeverare i cavalli, facendo costruire una tipica vasca di forma rettangolare proprio al centro. In seguito lo fece demolire per costruire 3 fontane nella seconda metà del '500.

Piazza "in agone" cominciò ad essere il centro delle ricorrenze e delle feste cittadine, prime fra tutte quelle cristiane, con la processione del giorno di Pasqua che pare abbia origini spagnole. I festeggiamenti del Carnevale erano molto sentiti a Roma e si protraevano fino a maggio, raccogliendo gente anche dai quartieri più distanti.

La famiglia Pamphilj prese letteralmente possesso della piazza con l'arrivo al soglio pontifico di Giovan Battista, che divenne Innocenzo X.
La prima delle opere che realizzò, ancora visibile, è il Palazzo Pamphilj, oggi sede dell'Ambasciata del Brasile. A questo palazzo è legata una storica figura della famiglia papale. Si tratta di Donna Olimpia Maidalchini in Pamphilj, in quanto aveva sposato il fratello del papa, di cui rimase vedova.

Era una donna scaltra, decisa e determinata a portare a termine i suoi progetti, in particolare su questa piazza, nella quale concentrò tutte le sue velleità architettoniche, affidandosi a 2 giganti dell'arte del tempo: il Bernini e il Borromini.
I 2, narra la leggenda, ben presto finirono per lasciarsi andare a un insano antagonismo, che culminò nella realizzazione di alcune opere ancora oggi presenti nella piazza, dove si schernivano a vicenda ma che non ha fondamento storico.

Una di queste leggende è legata alla Fontana dei 4 fiumi, progettata e realizzata dal Bernini. I 4 fiumi rappresentati e che erano quelli conosciuti all'epoca, cioè il Nilo (raffigurato da una statura bendata), il Rio della Plata, il Gange e il Danubio, in una concezione universale che abbracciava il mondo.
Il Bernini era notoriamente legato al predecessore di Innocenzo X e non era gradito al Papa. La solerte cognata, che esercitava su di lui un pesante ascendente, fece in modo che l'artista entrasse comunque nelle grazie del Pontefice. La storia in questo caso è vera e dice che il Bernini fece recapitare in dono a Donna Olimpia un modellino della fontana in argento e che questa lo mise in bella vista, in modo che fosse ammirato dal Papa. Lo stesso ne rimase colpito e non poté che dare l'incarico all'artista.

La fontana che costruì e che si trova di fronte alla basilica di Sant'Agnese in Agone, quest'ultima progettata dal Borromini, ha 2 statue in "atteggiamenti" sospetti: una ha una mano alzata nell'atto di proteggersi (il Rio della Plata), come se la basilica fosse a rischio crollo, e quella bendata è come se non volesse vedere l'opera realizzata dal rivale. In realtà la basilica fu costruita dopo la realizzazione della fontana e la statua bendata del Nilo è tale perché non si sapeva a quel tempo dove nascesse il fiume.

La fontana centrale fu commissionata dal papa nel 1647 e l'acqua che ancora oggi la alimenta è la stessa della Fontana di Trevi, direttamente dalla sorgente dell'Acqua Vergine.
L'obelisco al centro che si erge per più di 20 metri apparteneva proprio a Domiziano e arriva dalle terme.

La leggenda legata a Sant'Agnese in Agone
La basilica di Sant'Agnese in Agone fu progettata dal Borromini che realizzò la caratteristica facciata concava, per dare risalto agli altri elementi architettonici come la cupola e le 2 torri laterali.
Pare che la stessa basilica cominciata nel 1652 e terminata nel 1672, sorga dove è avvenuto il martirio della santa e dove si trovava uno dei tanti lupanari che erano presenti a Roma in quel periodo.

Agnese fu aggredita e l'uomo che tentò di violentarla morì prima di riuscire nel suo intento.
Pare che dopo averla denudata, i capelli della ragazza crebbero improvvisamente a coprirla e nonostante fu messa al rogo, le sue preghiere riuscirono a farla uscire indenne dalle fiamme. Il suo martirio avvenne con un'uccisione che è tipica degli agnelli, cioè con una pugnalata alla gola.

All'interno della basilica, che nei progetti del Papa Innocenzo X doveva essere una sorta di cappella di famiglia, si trova la sua tomba monumentale posta nella cripta. Alle spalle dell'altare maggiore, sopra l'ingresso, c'è anche un busto del Papa poco "considerato" perché nascosto e pare che benedica chi gli rivolge eccezionalmente attenzione.
La basilica conserva anche una reliquia che è la testa di Sant'Agnese, traslata nel 1908 su ordine di Pio X.

I bagni in piazza Navona
Piazza Navona oggi ha una forma convessa, dove è impossibile immaginare che un tempo potesse trasformarsi in una piscina in cui nobili e plebe si sollazzavano, specie durante le calde estati romane.
La piazza, dopo la sistemazione delle 3 fontane, compresa quella del Moro e di Nettuno, era concava al centro.
L'idea di trasformarla in una piscina fu ancora una volta di Donna Olimpia e del Papa suo cognato, che inaugurarono la piazza con una grande festa nel giugno del 1652.

Gli scarichi delle fontane furono tappati e si lasciò che l'acqua trasbordasse, fino a riempire in circa 2 ore la piazza. In questa piscina "cittadina" si rinfrescavano i romani in particolare ogni sabato e domenica dei mesi estivi. I nobili amavano attraversarla con i loro carri e ben presto diventò una tradizione gradita fare il bagno nel "lago" di Piazza Navona.
Dopo circa 214 anni il Papa Pio IX vietò categoricamente questo ristoro scherzoso, adducendo motivi di igiene. Da allora la piazza non fu mai più allagata, anche se la sua vocazione al divertimento non venne mai meno.

Le feste natalizie in Piazza Navona
Se volete vedere piazza Navona addobbata a festa, con un mercatino natalizio che dura circa 15 giorni, dovete visitarla sotto il periodo natalizio.
È un appuntamento fisso dei romani, in particolare per la festa dell'Epifania, dove i bambini possono vedere da vicino la Befana che porta loro i doni. Le bancarelle sono piene di leccornie, giocattoli, gadget e un'atmosfera festaiola e baldanzosa che coinvolge tutti.

L'arte a Piazza Navona
Piazza Navona è un capolavoro di arte e cultura e non a caso qui si ritrovano alcuni dei palazzi più belli della capitale, che appartengono al periodo barocco e rinascimentale.
Tra questi c'è Palazzo Braschi del '700, Palazzo Tuccimeni del '500, che sorse dopo la demolizione di alcuni vecchi edifici, e lo stesso Palazzo Pamphilj. 

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22/06/2017
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