Ariccia e il Bernini: una meravigliosa unione artistica

Tutti conoscono il Palazzo Chigi, del quartiere Ariccia. Decisamente in pochi, però, sanno che questo mastodontico palazzo è stato realizzato grazie agli sforzi di Carlo Fontana e di Gian Lorenzo Bernini su ordine della famiglia Chigi.

Il suo nome storico, Ariccia, lo prende dal quartiere in cui è situato, nella zona dei Castelli Romani. Costituendo la quinta scenografica della piazza di Corte, ideata da Bernini, il palazzo completa l'architettura locale. Il Palazzo Chigi, destinato a essere una residenza dei feudatari locali, venne costruito a tappe. Generalmente si tende a collocare l'inizio dei lavori nel XV secolo, mentre la fine della costruzione risale al XVII secolo. Il suo decoro e l'allestimento avvenne quando Agostino e Mario Chigi decisero di acquistare la proprietà da Giulio Savelli. Trovando il Palazzo "poco decorato" si rivolsero al Bernini per progettare la Collegiata e la piazza antistante. Furono realizzate fontane, manufatti, dei percorsi e degli edifici nuovi, sempre sotto la supervisione di Bernini. Successivamente venne aggiunto il Torrione Nuovo, in modo da essere simmetrico all'ala più antica del palazzo.

Tutt'oggi il Palazzo Chigi conserva elementi dell'arredamento risalente al XVII secolo. Qui si possono trovare molti dipinti curiosi: Baciccio, Cavalier d'Arpino, Mario de' Fiori, PierFrancesco Mola e altri. Non solo: da cornice agli affascinanti interni ci sono le sculture barocche berniane, tra cui parati in cuoio, nonché le consolle del Bernini. Senza dimenticarsi degli affreschi neoclassici e seicenteschi, realizzati per lo più da artisti come Liborio Coccetti, Annibale Angelini, Pietro Mulier, Nicola la Piccola e Giuseppe Cades

La Sanguigna e il celebre affresco di Raffaello Vanni

Tra le opere più importanti incluse nel Palazzo Chigi non ci si può dimenticare della Sanguigna del Bernini, un'opera alquanto emblematica e raffigurante la scena di San Giuseppe e Gesù Bambino. L'affresco, eseguito per decorare la cappella del palazzo, è sicuramente un unicum. Si tratta dell'unico lavoro in assoluto firmato da Gian Lorenzo Bernini e riporta anche la data di realizzazione: il 1663. Nella stessa cappella del Palazzo Chigi è possibile notare l'affresco "Gloria con San Francesco di Sales e San Tommaso da Villanova". Dipinta da Raffaello Vanni sulla parte antistante all'altare, è un unicum anche questa, in quanto quasi sconosciuta. 

Il ciclo di Pietro Mulier

Al pian terreno è possibile vedere un ciclo decorativo molto particolare. L'appartamento situato al piano terra rappresentava la dimora del cardinale Flavio I, il quale volle decorare lo spazio. Quindi commissionò rappresentazione dei volatili e dei segni zodiacali. Gli affreschi vennero realizzati da un artista poco conosciuto, Pietro Mulier, noto anche come "Il Tempesta". L'intero ciclo raffigurativo è un'allusione all'agricoltura e alla caccia: entrambi i passatempi preferiti dal cardinale.

L'appartamento neoclassico

Senza dimenticarsi dell'appartamento neoclassico, realizzato nella seconda metà del 1500. L'opera viene convenzionalmente attribuita a un gruppo di artisti, tra cui Nicola La Piccola, Felice Giani, Giuseppe Cades, Giovanni Campovecchio e altri per ordine del principe Sigismondo. Il ciclo pittorico neoclassico è liberamente ispirato all'opera dell'Orlando Furioso e anticipa la pittura romantica e costituisce uno dei più famosi affreschi del Palazzo Chigi. 

La Chiesa dell'Assunta

Oltre a una storia mozzafiato e degli affreschi esclusivi, nelle vicinanze del Palazzo Chigi è possibile trovare anche altri edifici che hanno fatto la storia dell'Italia. Come la Chiesa dell'Assunta, in cui dimorò Papa Alessandro VII trasformando il luogo grazie agli sforzi di Bernini. La Chiesa dell'Assunta è stata ideata quasi interamente dal Gian Lorenzo Bernini, compreso l'ampio piazzale di fronte al Palazzo Chigi. L'idea di base della Chiesa è quella del Pantheon, di cui la costruzione religiosa richiama le forme. Vicino alla Chiesa dell'Assunta si possono vedere altri due edifici importanti: il Casino del ministro e quello del Governatore, direttamente collegati all'edificio religioso. 

Locanda Martorelli

Altresì visitando il Palazzo Chigi è possibile vedere la nota Locanda Martorelli, che ospita una serie di famosi dipinti realizzati dal celebre pittore polacco Taddeo Kuntze. Essi richiamano la storia di Ariccia illustrando il passato mitologico del posto. Qui è possibile osservare La Tentazione d'Ippolito, La Morte d'Ippolito, il Sacrificio a Diana e la Caccia di Diana, La morte di Turno Edornio, la Ninfa Egeria e Numa Pompilio, nonché la Battaglia del Lago Regillo. Inizialmente un Palazzo Signorile, successivamente divenne una locanda frequentata da pittori, scrittori e poeti. Tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo la Locanda Martorelli divenne un'Accademia di Pittura all'aperto. Non a caso qui si fermavano a dipingere i più grandi pittori dell'epoca: Ivanov, Corot, Turner, che apprezzavano la veduta panoramica sulla natura circostante. 

I reperti archeologici

Non solo: in tutta la zona si trovano numerosi reperti archeologici. I resti della Villa dell'Imperatore Vitellio ci ricorda che molto tempo fa lungo questa strada sorgeva un'ampia città con tanto di fori, terme e templi. Qui era costruito il Tempio della dea Diana. Al giorno d'oggi è possibile osservare i resti dei cisteroni collegati alla villa, che al tempo abbracciava numerosi ettari. 

Collezione Chigi e Museo del Barocco

Infine, se si vuol scoprire il Palazzo Chigi in tutta la sua bellezza non si può fare a meno di visitare la Collezione Chigi, una raccolta visibile al pubblico. Essa è disposta al Piano Nobile e al Pian Terreno, nell'appartamento del Cardinale Flavio Chigi. La collezione artistica comprende numerose opere risalenti al XVII secolo e appartenenti alla famiglia Chigi. Senza dimenticarsi del "Museo del Barocco Romano", che include una serie di dipinti realizzati tra il XVII e il XVIII secolo. Il Museo del Barocco si trova nell'ala occidentale e tutte le opere mostrate sono state donate liberamente dai vari collezionisti. Gli artisti inclusi nella raccolta sono i più vari, mentre le collezioni ospitate nel Museo sono quelle Ferrari, Fagiolo, Lemme, Lasche e altre.

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30/11/2017
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