Curiosità su Roma: La Repubblica romana

Non è facile per il viaggiatore contemporaneo immergersi nell'atmosfera della Roma repubblicana. Sono troppo evidenti i segni delle culture che ad essa si sono sovrapposte nel tempo, dalla Roma imperiale all'epoca barocca. Per godere di quel poco che resta di quest'epoca storica, cercando di coglierne l'anima austera e pragmatica, il viaggiatore deve armarsi di cultura libresca la quale non è, malgrado l'apparenza, sinonimo di noia e pedanteria.

Visita guidata: il Foro Boario
Con l'istituzione del regime repubblicano, tradizionalmente compreso tra il 509 a. C. e l'età augustea, e con l'espansione della città-stato, si accentuò l'attenzione del popolo romano verso le opere di carattere civile e pubblico. Furono queste a richiedere i maggiori investimenti: i ponti, gli acquedotti, i fori, tutto ciò che serviva alla collettività. Di questa grande attività rimangono scarsi resti archeologici che il visitatore contemporaneo, calatosi nell'universo di valori collettivi e morali di cui faceva parte lo stesso cittadino repubblicano, può agevolmente rintracciare. Sorto originariamente fuori dalle mura cittadine, sulle rive del Tevere, nei pressi del Porto Tiberino, il Foro Boario era l'antico emporio e mercato del bestiame. In questo sito oggi potete visitare i resti del Tempio di Ercole Vincitore, datato intorno al 120 a. C., che è il più antico edificio romano in marmo tra quelli conservati.
Di fronte ad esso si trovava l’Ara Massima di Ercole, un santuario eretto a protezione dei commercianti, oggi non più visibile. Sui resti di questo e di altri edifici ivi costruiti in seguito, venne edificata, in epoca altomedievale, la Basilica di Santa Maria in Cosmedin nel pronao della quale si trova oggi murata la famosa Bocca della verità: un tombino di marmo, riferibile al sistema fognario del IV secolo a. C. È possibile che non abbiate al fianco una Audrey Hepburn o un Gregory Peck, ma avvicinarvi alla Bocca della verità sarà comunque come fare un balzo nella Roma degli anni '50. Saltate pure, ma tornate presto perché nel Foro Boario di epoca repubblicana ci sono altre curiosità che vi aspettano. Qui, infatti, nel 264 a. C., in occasione dei giochi funebri in onore di Decimo Giunio Bruto Pera, i combattimenti tra gladiatori furono per la prima volta introdotti a Roma. Se la truculenza non vi è sgradita, l'argomento apre ad una serie di ulteriori informazioni curiose recuperabili grazie a un buon libro o a un veloce giro in rete.

Costume e società: la Lex Oppia
La fase repubblicana fu per Roma un'epoca di grandi trasformazioni. È in questo periodo infatti che si inquadrano le grandi conquiste romane nel Mediterraneo e in Europa, conquiste che portarono alla crisi della tradizionale forma di governo della città-stato. Nel corso del II e del I secolo a. C. gradualmente mutò la scala dei valori di riferimento per il popolo romano, si produsse nella vita dei cittadini una scissione tra pubblico e privato e si formò una nuova dimensione culturale.
Il confronto diretto con la cultura ellenistica fu determinante. Gli antichi valori romani basati sullo stato, sul clan e sulla famiglia lasciarono spazio, quantomeno nell'ambito privato, all'arte e alla ricchezza che si venivano scoprendo e sempre più apprezzando nella cultura greca. Il processo diede adito a tensioni e conflitti: parte dell'aristocrazia senatoria avvertiva quale pericolo rappresentasse, per il sistema sociale e culturale romano, la diffusione dell'arte greca.
È questo il contesto entro il quale si svolse la rivolta delle matrone romane contro la Lex Oppia, una delle leggi suntuarie più note e antipatiche della storia di Roma repubblicana. La legge era stata approvata dopo la sconfitta di Canne del 216 a. C. e consisteva nel tassare i patrimoni femminili per rinsanguare le casse erariali. Alle donne si impediva l’ostentazione della ricchezza limitando la quantità d’oro che potevano possedere, legiferando sul loro abbigliamento e sui mezzi di trasporto che potevano adoperare.
Dopo la vittoria di Scipione a Zama nel 202 a. C., le donne romane decisero di opporsi ad una legge che non aveva più motivo di esistere. Trovarono in Catone il Censore, all'epoca console romano, il più deciso oppositore. Furono organizzati assedi al Senato e alle case dei senatori, si tennero manifestazioni di piazza e delegazioni di matrone furono inviate a protestare presso consoli e tribuni. Fu una vera e propria azione di pressione politica, una delle prime rivendicazioni dei propri diritti da parte delle donne, che portò infine, nel 195 a. C., all'abrogazione della legge.

L'arte del costruire: il calcestruzzo
Se è vero che appare problematica la distinzione di un'arte propriamente romana rispetto alla produzione artigianale degli altri centri laziali e alle vicende storico-artistiche dell'area medio-tirrenica e magnogreca - almeno fino al II secolo a. C. - diversa è la situazione per quanto riguarda l'architettura. Nella Roma repubblicana, la riduzione degli investimenti nella sfera votiva e la diffidenza nei confronti del lusso privato avevano come contraltare lo strenuo impegno e la continua sperimentazione nell'ambito delle tecniche costruttive, applicate ad un impiego originale e sistematico dell'arco e della volta.
Con l'invenzione e l'elaborazione delle diverse opere murarie i romani di epoca repubblicana diedero vita alle imponenti infrastrutture ancora visibili ai giorni nostri. Il segreto del muro romano consisteva nel nucleo ossia nell'elemento portante dell'intero sistema murario. Chiamato opera cementizia o calcestruzzo, il nucleo veniva rivestito da un paramento esterno e fu impiegato abitualmente a partire dalla fine del III secolo a. C.
I materiali che venivano mescolati a formare il calcestruzzo sono noti: calce, sabbia pozzolana, cocci e acqua, ma ad attirare l'attenzione della ricerca scientifica verso le opere murarie romane restano ancora le proporzioni esatte nelle quali tali materiali venivano dosati. In particolare, l'interesse dei ricercatori si è concentrato recentemente sulle infrastrutture portuali romane, estremamente resistenti e basate su un mix di materiali (cenere vulcanica, calce e grumi di roccia vulcanica) capace, nell'interazione con l'acqua di mare, di divenire sempre più durevole con il passare del tempo.
La cosa più curiosa è che questa proprietà, determinata dal formarsi di un minerale denominato tobermorite alluminosa, non è affatto una realizzazione del caso, ma un risultato consapevolmente perseguito da parte dei costruttori romani, ottenuto con la ricerca e la sperimentazione e del quale già Plinio il Vecchio era a conoscenza. I nostri ponti invece crollano miseramente: a calarsi nell'universo della Roma repubblicana c'è davvero tanto da scoprire e da imparare.

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14/01/2019
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