Dintorni di Roma: scopriamo i più suggestivi Castelli del Lazio

Lazio, dove la bellezza è di casa
Regione incastonata nel cuore dello stivale italico, il Lazio è ricamato da una serie infinita non solo di bellezze naturali, ma anche di opere architettoniche. Volendo scegliere in questo caso dei siti tanto originali quanto talvolta colpevolmente poco conosciuti, impensabile non fare menzione dei castelli. Questi, insieme alle fortezze fuori Roma, possono essere definiti come una splendida traccia lasciata magnanimamente dalla storia e che vale la pena di essere accuratamente ammirata, in tutte le sue declinazioni possibili. Ma quali sono i castelli del Lazio più suggestivi? In seguito una breve lista.

Castello Orsini-Odescalchi, Bracciano (RM)
Adagiato sulla sponda occidentale del lago di Bracciano, il castello Orsini-Odescalchi è il primo castello visitabile di questo itinerario. Le sue origini sono collocabili intorno al XV secolo. Venne edificato per volere della famiglia Orsini, una casata molto influente. Una innata eleganza, alimentata ancor di più dalla presenza di preziosi affreschi, ne contrassegna le fattezze.
A partire dall'anno 1696, questa struttura passò dalla famiglia Orsini alla famiglia Odescalchi. Il granaio è il primo locale che è possibile attraversare. Si tratta di una costruzione edificata molti anni dopo rispetto al castello originario, particolare che dimostra ulteriormente l'influenza che esso possedeva al tempo. Proseguendo tale itinerario, il secondo step consiste nella visita di un'armeria sovrastata da un maestoso arco che a sua volta sormonta quelle che erano le guardiole per le sentinelle. Terza tappa è invece la sala Papalina. Tale appellativo deriva dal fatto che questo ambiente ha ospitato nell'anno 1481 il pontefice Sisto IV, rifugiatosi a Bracciano a seguito di una epidemia di peste. Senza dimenticare la sala Umberto I poi, dimora del sovrano del Regno d'Italia nel 1900.
Un particolare che balza immediatamente all'occhio è indubbiamente il suo soffitto, addobbato da caratteristiche decorazioni terminate negli ultimi anni di costruzione per opera della scuola di Antoniazzo Romano. La visita di questo castello prosegue spedita, arrivando a toccare la Sala del Trittico, chiamata in tal modo grazie anche e soprattutto alla conformazione a trittico di una pala d'altare che risale al '500. Tra le tante stanze che il sito protegge, le ultime due da menzionare sono la Sala del Pisanello e quella dei Cesari. Il nome della prima deriva dalla corrente artistica del Pisanello appunto, tra i maggiori esponenti del gotico internazionale in Italia.
Le sue pareti sono ornate non soltanto da ritratti della scuola fiamminga raffiguranti i membri più potenti della famiglia Odescalchi, ma anche da uno splendido ritratto di papa Innocenzo XI. In ultimo vi è la Sala dei Cesari. La parete ubicata sul fondo della stanza è affrescata tramite un dipinto che raffigura due avvenimenti cruciali nella vita di Gentile Virginio Orsini, ossia la sua cavalcata a capo delle truppe aragonesi e l'incontro con Piero de' Medici. Il castello di Bracciano è contornato da ben sei torri, collegate tra loro per mezzo di un camminamento di ronda.

Castello della Cecchignola, Roma
A rendere particolare questo secondo castello è l'insieme apparentemente inconciliabile di epoche. La prima epoca rintracciabile è, in ordine temporale, quella romana, con mura le cui pietre sono resti dell'antichissima via Ardeatina. L'intero complesso si divide in due corti formate dal casale, dalla torre e dai supplementi addizionati nell'800. Nella corte più esterna si trova una piccola chiesa con la facciata abbellita da elementi decorativi barocchi. La torre è l'esempio più lampante di epoche storiche tra loro intersecate. La prima frazione, infatti, è dell'età romana, con componenti risalenti all'epoca medievale che servirono da rinforzo. La seconda parte, di levatura invece interamente medievale, è rivestita di tufelli ad orientamento orizzontale e da finestre con cornici in marmo.
La terza ed ultima parte è un ulteriore innalzamento ed è fabbricata con mattoni giallastri. La prima testimonianza cartacea concernente il castello della Cecchignola è una bolla databile intorno al 1217 di papa Onorio III Savello. All'interno di questo documento egli attribuisce la titolarità della struttura al monastero di Sant'Alessio all'Aventino. Registrato con il nome di "Piliocti vel Cicomola" il castello è stato con l'incedere degli anni soggetto a numerose variazioni. Si crede infatti che la denominazione attuale derivi dal termine Cicomola. Nell'anno 1458 la tenuta fu venduta al cardinal Bessarione. Egli sottoscrisse un testamento nel quale vi erano descritte le sue volontà, tra cui quella di donare l'intera struttura alla Cappella di Sant'Eugenio nella basilica dei Santi XII Apostoli a Roma. Il nuovo proprietario si disferà presto del castello, lasciandolo nel 1477 a Pietro Margani.
La famiglia Margani detenne per oltre un secolo la proprietà del castello della Cecchignola, prima di venderla nel 1584 a Tiberio Ceuli. La titolarità attribuita a quest'ultimo durò poco più di due decenni, passando prima nelle mani dei Barberini, poi del cardinale Scipione Borghese. Tra il 1618 e l'anno successivo, nel castello operarono numerose maestranze, con interventi che possono essere riassunti nella creazione del grande parco nel fosso della Cecchignola e delle balaustre di cui il luogo stesso è interamente circondato.

Rocca Frangipane, Tolfa (RM)
Un paesaggio fiabesco avvolge come in una coltre densa di mistero Rocca Frangipane. Lungo tutto questo territorio si ergono antichi ruderi, provenienti da ogni epoca e che testimoniano costruzioni posizionate in quello che una volta era un punto strategico. La struttura, minimalista ed essenziale, è in toto ricoperta di pietre locali. La pavimentazione, che sormonta un piano sotterraneo, è allo stato attuale incompleta e persino mancante in alcuni punti. Nulla rimane del villaggio che costeggiava questo sito, così come nulla è rimasto degli alloggi militari. Quello che suscita primariamente l'attenzione è il panorama mozzafiato, una veduta a 360 gradi che va dalle coste del mar Tirreno fino al lago di Bracciano. Nella stagione invernale, gli Appennini umbri ed abruzzesi si mostrano in tutta la loro magnificenza. In direzione Sud Est si potranno addirittura scorgere i Castelli Romani ed i monti Prenestini. La Rocca Frangipane, nonostante offra ben poco dal punto di vista esclusivamente architettonico, compensa tali mancanze con un paesaggio che lascia campo libero a riflessioni e ad un silenzio al quale, per scappare dalla solita e routinaria vita quotidiana, bisognerebbe talvolta tornare.

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28/02/2019
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