Il Parco degli Acquedotti, famoso set cinematografico dagli anni ‘50

Visitare Roma significa abbandonarsi alle sue bellezze secolari, artistico-culturali e paesaggistiche. Una volta atterrati nella città eterna, non potrete rinunciare, difatti, ad una suggestiva passeggiata all'interno del Parco degli Acquedotti che oltre ad essere un importante sito archeologico è stato set cinematografico delle opere filmiche degli anni '50 così come di quelle odierne.

Ma perché risulterebbe davvero un peccato non inserirlo nel programma di visite che sicuramente avrete stilato per il vostro soggiorno romano?

Qualche accenno storico
Delimitato da via Lemonia, via delle Capannelle, via Appia Nuova e via del Quadraro, il Parco degli Acquedotti deve il suo nome ai resti dei sei degli undici acquedotti che portavano l'acqua a Roma.

Si tratta degli antichi acquedotti: Anio Vetus, che effettuava un percorso sotterraneo, il Claudio, a cui è sovrapposto l'Anio Novus, l'Aqua Marcia, con i sovrastanti canali della Tepula e della Iulia. L'acquedotto Marcio è stato in parte distrutto e riutilizzato per la realizzazione di un settimo ulteriore acquedotto ossia l'acquedotto Felice. Quest'utlimo fu costruito in epoca rinascimentale per volontà del papa Sisto V.

Ma come funzionava il sistema di trasporto dell'acqua? Gli acquedotti citati provenivano dalle sorgenti presenti alle pendici dei Colli Albani oppure dalla valle Aniene, approdavano nel punto più alto della città, a Porta Maggiore, e di lì l'acqua veniva distribuita nel resto di Roma. Il parco, parte integrante del Parco Regionale dell'Appia Antica (area protetta istituita con la Legge Regionale 66 del 1988) è attraversato dall'antica via Latina la quale risulta costellata dai resti delle ville rustiche romane risalenti al I secolo dopo Cristo e dalle più imponenti ville risalenti, invece, al terzo/ quarto secolo dopo Cristo.

Tra di esse è possibile citare la Villa delle Vignacce. La villa, di cui sono visibili solo alcuni ambienti ed una cisterna, sembrerebbe esser stata proprietà di un certo Servilio Prudente, un fabbricante di mattoni che proprio nella villa sperimentò la tecnica di costruzione della cosiddetta pignatta. Edificio altrettanto interessante è il casale Medievale di Roma Vecchia. Esso si trova proprio nel punto in cui l'Acquedotto Claudio conserva il maggior numero di archi ininterrotti; dunque, non può non rappresentare una delle tappe della vostra passeggiata all'interno del parco.

Il Parco degli Acquedotti, a partire dall'Ottocento, ha subito notevoli trasformazioni a causa della realizzazione delle linee ferroviarie dirette verso Sud come la linea Roma- Frascati o la linea Roma-Cassino-Napoli. A causa di tali lavori molte delle arcate degli acquedotti furono abbattute e modificate; furono, inoltre, distrutte anche molte delle emergenze venute a galla durante i lavori.

Altre modifiche dell'assetto del Parco sono dovute alla formazione dei noti borghetti, ossia le baraccopoli che si addossavano all'acquedotto Felice. Negli anni settanta sono stati effettuati lavori di bonifica ed espropriazione dell'aria.

Sempre in virtù della protezione del Parco contro l'usurpazione e la speculazione edilizia, nel 1986 fu istituito il Comitato per la salvaguardia del Parco degli Acquedotti e di Roma Vecchia, che costituì il trampolino di lancio e il passo precedente all'inserimento del Parco degli Acquedotti nel Parco Regionale dell'Appia Antica.

Oggi, il Parco degli acquedotti, per gli assidui frequentatori chiamato semplicemente parco di San Policarpo, rappresenta un punto di ritrovo durante belle e soleggiate domeniche, uno spazio verde dove fare jogging, leggere un libro respirando aria di storia o fare lunghe piacevoli passeggiate in compagnia di amici o magari del proprio cane.

Un breve excursus storico, questo, utile a cogliere il fascino che il Parco ha avuto su artisti, viaggiatori, fotografi, scrittori e cineasti che ne hanno fatto un suggestivo set cinematografico, una stimolante fonte di ispirazione, il protagonista di versi e lo sfondo di racconti e immagini. Una successione di archi di trionfo, scrive, tanto per fare un esempio, J.W. Goethe nel suo Viaggio in Italia per definire il percorso che gli acquedotti disegnavano dai Colli Albani fino a Porta Maggiore.

Il Parco degli acquedotti set cinematografico. Ma per quali film?
Passeggiare nel parco significa non solo respirare aria di storia e cultura ma anche di arte e cinema. I principali cineasti italiani degli anni cinquanta e non solo hanno fatto del Parco degli Acquedotti una delle scenografie naturali della città di Roma a servizio della loro cinepresa. Tali pellicole costituiscono, inoltre, dei documenti storici importanti in quanto hanno immortalato lo stato e le condizioni nelle quali imperversavano all'epoca molte delle bellezze e delle attrattive turistiche della città eterna.

Come poter dimenticare l'inzio della Dolce Vita di Federico Fellini dove le immagini dell'acquedotto occupano i primi secondi e fanno da sfondo al sorvolare dell'elicottero diretto verso San Pietro?

Il Parco fa da sfondo anche alle scene di Mamma Roma di Pier Paolo Pasolini. L'intensa Anna Magnani, interprete di uno dei film italiani più drammatici dell'epoca, si muove all'interno del quartiere Quadraro lasciando ben vedere l'inizio del Parco. Ai tempi di Pasolini e delle riprese del film, il Parco degli Acquedotti viveva un periodo di forte degrado con baraccopoli e case abusive.

I resti dell’Acquedotto Claudio e la campagna romana sono visibili, inoltre, all'interno del Marchese del Grillo di Mario Monicelli. Essi accompagnano i discorsi del Marchese e di un ufficiale francese in carrozza prima di essere fermati presso le rovine della Chiesa di San Bonaventura a Canale Monterano da un gruppo di briganti.

Di recente il Parco degli Acquedotti è stato il set di una delle scene centrali della Grande Bellezza di Paolo Sorrentino. È difficile, per chi ha visto il film, dimenticare il discutibile gesto artistico che per un pomeriggio fa del parco degli Acquedotti un suggestivo palcoscenico. Ancor più di recente, il Parco fa da sfondo alla serie televisiva Roma creata da Bruno Heller.

Dunque, la secolare storia e l'atmosfera che caratterizza il Parco hanno ammaliato le penne e le cineprese di scrittori, artisti e autori cinematografici, per cui una volta a Roma sarà davvero come perdere un'occasione preziosa non dedicare una giornata alla visita del parco di San Policarpo.

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05/04/2018
parco degli Acquedotti di RomaFederico FelliniPier Paolo Pasolini

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