Il fascino romantico del Giardino degli Aranci

Roma è la culla della storia, dei monumenti, delle attrazioni ed i luoghi da visitare sembrano essere destinati a non finire mai.
Vogliamo consigliarvi il Giardino degli Aranci, anche noto come Parco Savello: è ubicato sul colle dell'Aventino presso il rione Ripa, ed è il posto ideale per fare una passeggiata romantica.
Dalla sua terrazza potete ammirare, avvolti dal profumo degli aranci amari, uno dei panorami più suggestivi che la capitale offre: il vostro sguardo spazierà dal Tevere fino alla Basilica di San Pietro.
Vi invitiamo, terminata la visita al parco, a fare qualcosa di veramente insolito: guardare nel buco della serratura del cancello del Priorato dei Cavalieri di Malta.

Le leggende sul Giardino degli Aranci

Due diverse leggende ruotano intorno alle arance amare di questo famoso giardino.
La prima narra del frate spagnolo Domenico di Guzman nato a Calaruega, località che per diverso tempo si trovò sotto l'egemonia araba.
Questo popolo portò nella località iberica tradizioni e diverse piante.
Domenico di Guzman giunse a Roma nel 1220 e papa Onofrio III gli affidò il monastero che sorgeva sul colle dell'Aventino.
Il predicatore decise di trapiantare nei giardini, in ricordo della sua terra natia, un piccolo albero che ben presto iniziò a dare i primi frutti.
La tradizione vuole che si tratti della stessa pianta di arancio amaro che potete ammirare, ancora oggi, nel chiostro del convento attraverso un piccolo foro praticato nel muro.
Questo arancio viene considerato qualcosa di miracoloso: nonostante siano trascorsi molti secoli, l'albero piantato dal frate continua a germogliare.
La seconda racconta che Santa Caterina da Siena, nel 1379, portò in dono a papa Urbano VI le arance raccolte dall'albero di San Domenico.
I frutti vennero canditi perchè il pontefice, noto per il suo cattivo carattere, capisse che anche un agrume aspro poteva trasformarsi in qualcosa di dolce.

Alcuni cenni storici sul Parco Savello

Il parco sorge accanto alla Basilica paleocristiana di Santa Sabina ed il suo nome deriva dalla famiglia Savelli, che fece di questi luoghi la propria roccaforte nel corso delle diverse lotte imperiali che si susseguirono durante il 1200.
Nel 1849 questi luoghi ospitarono, grazie alla loro posizione strategica, i romani impegnati nella difesa della Repubblica Romana contro le truppe francesi, che occupavano Porta San Pancrazio.
Il Parco Savello, progettato da Raffaele De Vico, venne realizzato nel 1932 ed è, anche, noto come Giardino degli Aranci in virtù delle molteplici piante di arance amare (o melangoli).

Il Parco Savello

Il Giardino degli Aranci ha una struttura quadrangolare ed è attraversato, al centro, da un viale dedicato all'attore Nino Manfredi che amava trascorrere il suo tempo libero in questo parco, immerso nella pace e nella tranquillità.
Questo presenta tre diversi ingressi: il principale in Piazza Pietro d'Illiria, uno in Via di S. Sabina ed il terzo sul Clivio di Rocca Savella.
Una nicchia, situata nel muro di cinta, ospita una fontana costruita nel 1936 sulla base del progetto ideato da Antonio Munõz; furono impiegati marmo bianco e policromo, granito e tavertino.
Consta di due pezzi: una vasca che appartenne alle antiche terme romane ed un mascherone monumentale che, molto probabilmente, rappresenta il dio Oceano con folti baffi e sguardo cupo.
Questo secondo elemento costituisce un esempio di arte barocca e venne realizzato nel 1593 da Bartolomeo Bassi che seguì i dettami di Giacomo Della Porta.
Fu posizionato, in un primo tempo, a Campo Vaccino al fine di abbellire una vasca in granito grigio impiegata per abbeverare i buoi.
Venne, poi, spostato sulla terrazza sopra porto Leonino e dopo trascorse diversi anni nei depositi comunali; dal 1936 occupa l'attuale posizione. 
Addentrandovi nel parco potete ammirare i resti dell'antica fortezza eretta dai Savelli nel 1285: muri di cinta risalenti al periodo medioevale, ponte levatoio e torri.

La Basilica di Santa Sabina

La chiesa fu eretta tra il 422 e il 432 da Pietro d'Illiria nel luogo dove un tempo sorgeva l'abitazione della matrona Sabina, che in seguito venne proclamata santa.
Nel 1287 vi si svolse il conclave per eleggere il successore di papa Onorio IV.
In quell'anno Roma fu protagonista di una violenta epidemia di malaria che causò la morte di sei dei porporati riuniti.
Gli altri, colti dal panico, abbandonarono Santa Sabina; l'unico che rimase fu il cardinale Gerolamo Masci che alla ripresa del conclave venne eletto papa con il nome di Niccolò IV.
Avete notato, all'interno della chiesa, accanto alla porta una colonna su cui poggia una pietra nera?
É la cosiddetta "lapis diaboli" o pietra del diavolo; secondo una leggenda fu il diavolo in persona a scagliarla contro Domenico di Guzman mentre stava pregando sulla lastra di marmo, sotto la quale erano conservate le ossa di alcuni martiri, frantumandola.
La lapide, in realtà, fu rotta nel 1527 dall'architetto Domenico Fontana, che impegnato nelle opere di restauro dovette spostare i resti dei martiri.

ll cupolone di San Pietro spiato dal buco della serratura

Se avete concluso la visita al Giardino degli Aranci non potete non recarvi nella vicina Piazza Cavalieri di Malta dove sorge la Villa del Priorato di Malta.
L'edificio venne costruito dove un tempo sorgeva un monastero benedettino; nel tempo si susseguirono i templari, Clemente V ed infine il Sovrano Militare Ordine di Malta.
Il Buco è la suggestiva vista offerta dalla serratura del portone della dimora: la cupola della Basilica di San Pietro circondata dalle siepi del giardino del Priorato.
Forse dovrete mettervi in fila perchè ogni giorno centinaia di persone si recano in questo posto: caldo, freddo, sole o pioggia non fa differenza.
Ciò che possiamo dirvi è che ne vale veramente la pena e l'attesa sarà ricompensata da qualcosa che non avevate mai visto prima.
La domanda a questo punto sorge spontanea: il buco è casuale oppure è stato qualcosa di voluto?
L'artefice fu, molto probabilmente, Giovanni Battista Piranesi che lo aggiunse, nel 1765, quando il cardinale Rezzonico gli commissionò la ristrutturazione dell'ingresso.

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26/10/2017
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