La corsa dei Berberi e il Carnevale romano

Il Carnevale romano è parte della tradizione storica del passato. Per la città di Roma si trattava di un evento pubblico di grande risonanza, che aveva inizio undici giorni prima della Quaresima, al rintocco della campana del Campidoglio. Le radici della festa affondano nell’antichità. Il Carnevale era inizialmente in voga come festa del popolo a Roma e in altre città italiane. Sin dal X secolo, nel mese di febbraio era usanza lo svolgimento di giochi e tornei, all’insegna di un clima sfrenato e libertino. Si intendeva in questo modo rievocare i Saturnalia di epoca romana, festività religiose scandite da rituali in maschera, sacrifici e banchetti.

Il Carnevale romano: da festa tra i vicoli ad evento pubblico cittadino
Nei primi secoli manifestazioni isolate prendevano vita tra i vicoli del Monte Testaccio e piazza Navona. Per esemplificare il tenore delle rappresentazioni, è indicativo citare tra gli eventi più attesi la cosiddetta ruzzica dei porci. Carretti che trasportavano maiali venivano lanciati dalle alture del Monte Testaccio, mentre a valle la gente del popolo si contendeva gli animali, vivi o morti che fossero. Fu papa Paolo II ad elevare il Carnevale romano da festa popolare rionale a spettacolo pubblico di piazza nel XV secolo. Evento noto a livello internazionale, il Carnevale attirava nobili, artisti e viaggiatori provenienti da tutta Europa. La manifestazione, sancita annualmente da apposito editto, divenne uno dei più importanti festeggiamenti di epoca papale, al punto di arrivare a superare in fama il celebre Carnevale veneziano. Roma, nel mese di febbraio, era tappa obbligata del viaggio formativo dell’élite aristocratica, il cosiddetto Grand Tour, sino al XIX secolo.

La corsa dei Berberi, l’evento di punta del Carnevale
Papa Paolo II, con gesto autocelebrativo per dare lustro al suo palazzo, spostò il fulcro dei festeggiamenti nell'omonima piazza Venezia, introducendo nel 1462 la corsa dei Berberi, da subito divenuta la manifestazione simbolo del Carnevale romano. Si trattava di una gara ippica tra cavalli Berberi, una razza araba dalla muscolatura potente e l’indole selvaggia. Il rettilineo di gara copriva la distanza di un miglio, che separava Piazza del Popolo da Piazza Venezia lungo l’attuale via del Corso, allora via Lata. I cavalli venivano radunati sotto l’obelisco di Piazza del Popolo, pressati dalla folla urlante, aizzati e trattenuti dai barbareschi, i garzoni di stalla. Al via i cavalli percorrevano a briglia sciolta la strada, in una volata furiosa e spericolata. L’attesa per questa corsa era tale che i posti lungo il percorso erano contesi con largo anticipo. Nobili e facoltosi si accaparravano gli affacci dei palazzi sulla strada o una seduta nelle tribune appositamente allestite, mentre al popolo non restava che assieparsi lungo le pendici del Pincio. All’arrivo in Piazza Venezia, un lembo di tessuto steso fermava la corsa dei cavalli. Il proprietario del cavallo vincente era premiato con un drappo di stoffa preziosa, finanziato, come l’intera manifestazione, dalla comunità ebraica per imposizione dell’autorità papale.

Come la famosa corsa di cavalli determinò le sorti del Carnevale romano
Inizialmente, in ciascuno degli otto giorni non festivi del periodo carnevalesco aveva luogo una corsa, che prevedeva la presenza del fantino. Ogni giorno gareggiava una categoria, per così dire, speciale. Bambini, anziani, ebrei messi appositamente all’ingrasso, persone con deformità fisiche trasformavano le corse in uno spettacolo grottesco, che suscitava lo scherno del pubblico. Fu papa Clemente IX nel 1667 a convertirla in una gara di soli cavalli, reputandola eccessivamente deplorevole. La corsa rimaneva comunque un evento pericoloso a causa della larghezza angusta della via, lungo la quale i cavalli, nervosi ed eccitati, spesso si infortunavano. La manifestazione fu abolita definitivamente nel 1874 da re Vittorio Emanuele II, cogliendo a pretesto un incidente mortale in cui venne travolto un giovane. In realtà la corsa era reputata ormai troppo popolana e inadeguata allo status cittadino di capitale. Con l’abolizione della corsa dei Berberi, il Carnevale romano perse la sua attrattiva principale e nell’arco di qualche anno andò declinando fino a scomparire.

Gli altri eventi del Carnevale romano
Oltre alle corse dei cavalli, da tradizione c’erano le mascherate, che traevano ispirazione principalmente dalla commedia dell’arte. Si sfilava lungo la via Lata, in un continuo andare e venire di maschere e carrozze, con lancio di confetti, fiori e sbruffi di carta tipo coriandoli. Si danzava tutta la notte nelle sale delle feste nobiliari e per le strade. Persino ai religiosi era consentito indossare costumi, seppure al riparo dei rispettivi conventi. Addirittura le monache di clausura potevano travestirsi, ma esclusivamente con gli abiti dei propri confessori. La notte del Martedì Grasso, la Corsa dei Moccoletti chiudeva le celebrazioni. Si trattava di un gioco in cui la gente correva per strada reggendo moccoli di candela, cercando di spegnere quelli altrui. La natura di festa di piazza e l'indossare dei costumi creavano una commistione tra popolo e nobiltà, divisi nei restanti mesi dell’anno. Pare che l’attesa e l’affluenza, che questa festa ingenerava, fossero dovute all’applicazione meno rigorosa di alcune norme di ordine pubblico, legate soprattutto alla sfera religiosa. Era tuttavia facile trascendere in quei giorni caotici e difatti durante il Carnevale aumentavano le esecuzioni pubbliche in Piazza del Popolo, che diventavano così parte integrante dell’evento. Era un momento politicamente delicato per il timore di azioni eversive favorite dalla confusione e dai mascheramenti, questi ultimi vietati la notte per ragioni di sicurezza.

L’eredità del Carnevale romano
Il Carnevale romano e la corsa dei Berberi sono stati fonte di ispirazione per artisti e scrittori, e un’importante documentazione storica si ritrova nel romanzo di Dumas "Il Conte di Montecristo". Oggi ciò che rimane sono gli aspetti folcloristici legati alle feste e alle sfilate in maschera, tuttavia in tono minore rispetto altre città italiane. La memoria della corsa dei Berberi ha dato vita ad una manifestazione moderna di carattere sportivo, una gara podistica che, seppur non legata al Carnevale, percorre proprio quel miglio lungo via del Corso.

Vuoi soggiornare a Roma?

Per questa location ti consigliamo The Inn At The Roman Forum, una residenza di lusso nel centro di Roma dal design moderno.

13/09/2018
Carnevale RomanoCorsa dei Berberi

Questo sito si avvale di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie consulta la cookie policy. Cliccando sul pulsante Acconsento si autorizza l'uso dei cookie.

ACCONSENTO

icona newsletter rome hints

Iscriviti alla nostra mailing list!

* Campi obbligatori

Accetto la Privacy Policy

chiudi