Visitare Roma: storia della Chiesa di Sant'Agnese in Agone

Chiesa di Sant'Agnese in Agone: un lontano passato imperiale
Tra le bellezze più amate ed apprezzate di Roma figura la meravigliosa chiesa di Sant'Agnese in Agone. Un edificio religioso dalla straordinaria struttura che è depositario di una incredibile storia caratterizzata da grandi artisti, nobili, potenti pontefici e imperatori. Infatti, originariamente dove oggi è ubicata la chiesa un tempo sorgeva uno stadio. Stiamo parlando del primo secolo dopo Cristo, periodo nel quale la chiesa di Sant'Agnese aveva le forme dell'antica arena dello Stadio di Domiziano. All'epoca godeva di straordinaria importanza in quanto serviva non solo a soddisfare le bizze di imperatori e delle più potenti famiglie nobili romane, ma anche per il popolo che voleva momenti di svago. Secondo alcuni documenti storici, l'antico Stadio di Domiziano venne utilizzato come sede di giochi di vario genere fino al V secolo dopo Cristo ed ossia fino a che non è iniziata l'inesorabile caduta dell'impero romano sotto i colpi di orde di barbari che arrivavano dal nord Europa.

Dalle rovine di uno stadio un luogo di culto per ricordare la santa martire
La storia racconta che tra le fornici in rovina del vecchio stadio sorsero, dopo un lungo lavoro di ricostruzione, le chiesette dedicate per l'appunto a Sant'Agnese e a Santa Caterina. La decisione di consacrare una chiesa in quel preciso punto a Sant'Agnese traeva spunto dal fatto che proprio lì ebbe luogo il suo drammatico martirio. Con il passare dei secoli quella piccola chiesetta venne di volta in volta ingrandita fino a che nell'anno 1123 per espresso volere di papa Callisto II divenne a tutti gli effetti una piccola basilica.
Il pontefice fece apportare anche delle modifiche di natura strutturale prevedendo un ingresso principale in quella che oggi è conosciuta come via dell'Anima, mentre l’abside per una scelta più o meno consapevole venne ricavato nella parte che volge verso quello che un tempo era il campus agonis ed ossia il campo dove venivano effettuate le gare dell'antico stadio.

La Chiesa di Sant'Agnese in Agone: l’ascesa della famiglia Pamphilj
La trasformazione e la storia della Chiesa di Sant'Agnese non si concluse con papa Callisto II. Infatti, durante l'epoca medievale le vicende della chiesa si legano in maniera indissolubile a quella della famiglia Pamphilj. Si trattava di una nobile famiglia originaria di Gubbio che intorno al Quattrocento decise di lasciare la cittadina umbra per andare a vivere a Roma acquistando una piccola residenza proprio sulla via dell'Anima.
Questa residenza con il passare degli anni venne costantemente ampliata in ragione della volontà di accorparla ad alcuni edifici limitrofi permettendo così di ottenere un vero e proprio palazzo nobiliare.

Papa Innocenzo e la nascita della odierna Chiesa di Sant'Agnese in Agone
Nel 1644 un esponente della famiglia Pamphilj divenne papa con il nome di Innocenzo X il quale oltre ad apportare modifiche all'intera piazza costruendo una magnificente fontana nel suo centro, decise di far edificare una nuova chiesa all'interno della quale poi sarebbe stato sepolto. In pratica venne eretta una nuova struttura religiosa al posto di quella antica facendo in modo che questa fosse contigua al palazzo della famiglia Pamphilj. Papa Innocenzo per effettuare questi lavori contattò diversi importanti architetti ed artisti del tempo per poi affidare il tutto all’architetto Girolamo Rainaldi
Quest’ultimo dopo aver realizzato un progetto su carta ed ottenuta l’approvazione sommaria del pontefice, diede il via ai lavori il 15 agosto 1652 ed a distanza di poche settimane, per la precisione il 3 settembre, ebbe inizio l'opera di demolizione della vecchia chiesa di Sant'Agnese.
Il progetto dell'architetto Rainaldi prevedeva una chiesa con una classica pianta centrale a croce greca, una cupola senza tamburo ed un vestibolo con delle grandi nicchie nei pilastri, mentre sulla facciata due torri laterali che davano sulla piazza grazie ad una lunga scalinata.

Le opere di Rainaldi, di Borromini ma anche del Bernini
La collaborazione tra il pontefice e l’architetto Rainaldi durò pochissimi mesi tant'è che già nell'anno 1653, Papa Innocenzo decise di sollevarlo dall'incarico affidando il tutto a Francesco Borromini.
Una clamorosa decisione che naturalmente ebbe dei contraccolpi anche sul progetto iniziale del Rainaldi che venne modificato in maniera abbastanza sostanziale tant’è che si decise l'eliminazione del vestibolo e l'inserimento ai lati della facciata di due campanili dell'altezza ideale per non coprire la veduta della cupola. Anche la cupola venne modificata in quanto Borromini decise di costruirla con il tamburo. Tuttavia le vicende della costruzione della nuova chiesa di Sant'Agnese non terminarono qui. Infatti, alla morte di Papa Innocenzo avvenuta nel gennaio del 1655, il neo eletto papa Alessandro VII per nulla convinto dei lavori e del progetto di Borromini decise di istituire una opportuna commissione d'inchiesta che indagasse sugli eventuali errori compiuti dall'artista. Inutile sottolineare come poco alla volta i rapporti tra lo stesso Borromini e i componenti della commissione divennero talmente tesi da portare ad una inevitabile rinuncia da parte dello stesso artista.
Questo comportò un altrettanto clamoroso richiamo dell'architetto Rainaldi il quale nel frattempo non era più in grado di occuparsi dei lavori e così fu suo figlio Carlo a prenderne le redini. Naturalmente, vi furono ulteriori modifiche al progetto di Borromini ed in particolare furono rivisti sia i campanili che la lanterna.
Qualche anno più tardi e per la precisione nel 1667 la nobile Donna Olimpia Maidalchini, imparentata con la famiglia Pamphilj (aveva sposato il fratello di Papa Innocenzo X), decise di farsi carico dei lavori di rifinitura non solo della facciata ma dell'intera chiesa di Sant'Agnese in Agone. Ottenuto il nulla osta da parte del Papa, Donna Olimpia si rivolse ad uno dei più grandi artisti del tempo ed ossia il napoletano Gian Lorenzo Bernini il quale si occupò però soltanto delle rifiniture della parte interna della chiesa. Per quanto concerne i campanili e la scalinata Donna Olimpia riuscì a trovare un accordo con altri straordinari artisti dell'epoca come Giovanni Maria Baratta e Giuseppe Baratta portando così la chiesa di Sant'Agnese in Agone alla sua attuale forma.

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22/10/2018
sant agnesepiazza navonaGian Lorenzo Bernini

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