Un tuffo nella vita degli antichi romani alle Terme di Diocleziano

Le Terme di Diocleziano sono il più grande edificio termale mai costruito a Roma e nel resto dell'impero, furono realizzate da Massimiano, che inaugurò i lavori di costruzione nel 298. Massimiano era l'Augustus dell'Impero romano d'Occidente e fu nominato da Diocleziano in persona. Vennero aperte al pubblico circa otto anni dopo, nel 306, pochi mesi dopo l'abdicazione di entrambi i Princeps. Le terme di Diocleziano erano situate tra Via XX Settembre, Via Volturno, Piazza dei Cinquecento e Piazza della Repubblica, in un'area molto ampia che ha restituito resti cospicui del grande edificio originario. Oggi, le terme fanno parte del circuito del Museo Nazionale Romano e figurano stabilmente tra i siti statali più visitati in assoluto, con oltre 250 mila visitatori annuali all'attivo. Ragion per cui, se siete appassionati di storia e archeologia, non potete assolutamente prescindere da una visita in loco.

La storia delle Terme di Diocleziano
Le terme furono realizzate per servire i popolosi quartieri del Viminale, Quirinale ed Esquilino. Prima di avviare i lavori fu abbattuto un intero isolato, del quale facevano parte numerosi edifici privati acquistati dall'imperatore per riorganizzare l'area e la relativa viabilità. L'iscrizione dedicatoria è stata ricomposta ed è attualmente conservata all'interno dell'aula d'ingresso del Museo delle Terme. Essa fa riferimento alle disposizioni date da Massimiano e Diocleziano, i quali vollero dedicare quest'opera sontuosa ai loro concittadini romani. Proprio da questa iscrizione sono state desunte le date di edificazione: nel 298 Massimiano era appena tornato dall'Africa e rimase in carica, insieme a Diocleziano, fino al primo maggio del 305, data in cui entrambi decisero di abdicare. Le terme furono inaugurate l'anno successivo, nel 306. Come detto, per far posto all'enorme edificio furono demolite tantissime abitazioni, molte delle quali riemerse durante i lavori della metropolitana in Piazza della Repubblica. Le terme furono interamente realizzate in mattoni, tutti forniti di bolli che fanno esplicito riferimento al periodo dioclezianeo, nonostante all'epoca l'impiego dei bolli laterizi fosse già scomparso. È probabile che questo costume sia stato ripreso proprio in occasione della costruzione delle terme. Malgrado i ripetuti saccheggi perpetrati dai Goti e dai Vandali, le terme restarono in uso fino al 537, quando Vitige, re dei Goti, fece tagliare gli acquedotti romani che le rifornivano. Gli architetti incaricati della loro progettazione decisero di renderle molto simili alle Terme di Caracalla, a loro volta ispirate a quelle di Traiano. Tuttavia, nonostante la forma, erano ampie almeno il doppio rispetto agli altri edifici termali che le avevano precedute. Dopo la caduta dell'impero, le Terme di Diocleziano subirono lo stesso destino della maggior parte dei monumenti romani, essendo riutilizzate come cava di materiali di pregio da impiegare per costruzioni successive. Nel frattempo, i vari ambienti furono occupati e destinati agli usi più disparati, compreso l'allevamento del bestiame. Tra il 1586 e il 1590 fu particolarmente grave l'opera di distruzione portata avanti da Papa Sisto V, che fece demolire attraverso l'impiego di pericolosi esplosivi molti resti appartenenti all'area del calidarium. L'intervento precedette la realizzazione della sua casa sull'Esquilino e causò la perdita di oltre 100 mila metri cubi di materiale. Molti altri sventramenti furono realizzati per far posto alle strade realizzate nei secoli successivi. Solo a partire dagli inizi del Novecento vennero inaugurate alcune opere di consolidamento e restauro di quel che rimaneva. Malgrado le distruzioni dei secoli che seguirono la caduta dell'impero, le Terme di Diocleziano hanno sempre conservato un fascino e un'imponenza senza eguali, capaci di ispirare moltissimi artisti ed in particolar modo quelli del Quattrocento e del Cinquecento. Tra questi il Palladio, che decise di disegnarle per intero.

La descrizione dell'impianto
Le Terme di Diocleziano oggi fanno parte del circuito museale del Museo Nazionale Romano, che consta di quattro diverse sedi. Del circuito fanno parte anche Palazzo Altemps, Palazzo Massimo e la Crypta Balbi. Attualmente, le terme sono in gran parte occupate dal museo epigrafico, il quale conserva numerosi testi realizzati tra l'VIII secolo a.C. e il IV secolo d.C. L'edificio originario, oltre agli ambienti che ospitavano le vasche a diverse temperature (il calidarium, il frigidarium e il tepidarium), comprendeva anche una grande aula centrale, la cosiddetta natatio, la piscina scoperta intorno alla quale si disponeva la maggior parte delle sale di ritrovo. Oggi, parte dell'area è occupata dalla chiesa di Santa Maria degli Angeli, realizzata nel 1561, allorquando Pio IV decise di trasformare l'edificio in una basilica, affidando il progetto a Michelangelo. Le terme furono trasformate in museo soltanto nel 1889, quando vi furono portate numerose collezioni archeologiche provenienti dagli scavi della capitale e da altre zone del Lazio. All'interno del chiostro realizzato da Michelangelo sono esposte oltre 400 sculture di ogni tipo, tra statuaria romana, sarcofagi, epigrafi e materiali architettonici. Le gallerie adiacenti, invece, sono state dedicate alla Sezione Protostorica, nella quale sono raccolti i reperti del popolo latino e della cultura laziale relativi all'età del bronzo e del ferro. All'interno della Sezione Epigrafica, invece, è stata realizzata un'accurata ricostruzione della diffusione della lingua latina: allo scopo sono stati riutilizzati alcuni celebri documenti scritti, quali il Cippo del Foro, le insegne dell'esercito e delle associazioni, la Corona in calcare di Palestrina e numerosi testi antichi che descrivono gli usi e i costumi della società romana. All'interno delle terme è stata allestita anche un'interessantissima sala multimediale, che ospita una ricostruzione dei siti e dei monumenti ubicati lungo la Via Flaminia, tra cui la Villa di Livia a Prima Porta. Infine, nell'Aula Ottagona sono state collocate le sculture e i manufatti recuperati nelle antiche terme, tra cui la statua in bronzo dorato attribuita al cosiddetto Principe ellenistico, risalente al II secolo a.C., il Pugile seduto, del I secolo a.C. e la celebre Afrodite di Cirene, copia della statua originale realizzata da Prassitele.

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28/06/2018
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