Vacanze a Roma: Cinecittà, la Hollywood italiana

Camminando tra i viali di Cinecittà attraverserete idealmente e materialmente un pezzo di storia non solo romana. In questi studios infatti hanno lavorato i personaggi più importanti del cinema di tutti i tempi.

La storia della nascita degli Studios di Cinecittà

La città del cinema di Roma, meglio conosciuta come Cinecittà, sorge all'interno di un'area compresa tra via di Torre Spaccata e via Tuscolana. Cinecittà è nata per volontà del regime fascista, nel 1937.
Nelle intenzioni del governo mussoliniano Cinecittà doveva essere la fucina di autori e opere partecipanti alla propaganda fascista. Doveva diventare il quartier generale del consenso, attraverso la produzione di pellicole "amiche" del regime. Mussolini aveva intuito quanto il cinema facesse presa sul popolo, così come lo aveva capito Hitler in Germania, soprattutto dopo l'introduzione del sonoro.

Come mai fu scelta proprio la zona della Tuscolana per fondare i nuovi studios italiani? Perché gli studi Cines, che si trovavano nel quartiere Appio Claudio, erano stati distrutti un paio di anni prima da un incendio. Era lì che si giravano metà dei film di produzione italiana.

Per far nascere la città del cinema fu contattato Roncoroni, un finanziere che stanziò fondi ingenti per la costruzione di Cinecittà. Del progetto si incaricò l'urbanista Peressutti: prevedeva la costruzione di 73 edifici, tra cui diversi avveniristici teatri di posa.
A Cinecittà nacquero molti dei film che gli italiani guardarono nel "ventennio" e i famosi cinegiornali Luce, nome la cui assonanza con quella del duce non era casuale. Quello era il cuore della propaganda fascista. L'idea degli studios era venuta a Peressutti dopo un viaggio negli Stati Uniti, a Los Angeles.
Cinecittà nacque proprio come una risposta italiana a Hollywood, tanto da essere denominata la Hollywood del Tevere. Proprio agli studios americani Cinecittà doveva contrapporsi, anche considerando il bando contro l'importazione di pellicole americane in Italia: l'Italia fascista era autarchica anche nel cinema.

La produzione di film italiani crebbe sensibilmente solo dopo il 1940, con l'apice nel 1942, quando Cinecittà sfornò 50 film l'anno. Oltre agli studios si volle anche una scuola di cinema, che avrebbe dovuto formare gli autori, il Centro Sperimentale di Cinematografia.
Nonostante la massiccia attività produttiva, il riscontro di pubblico non era adeguato a equilibrare domanda e offerta. L'Italia era in piena economia di guerra, e il cinematografo non era il primo pensiero degli italiani. La richiesta di biglietti non riusciva a coprire i costi delle produzioni; si deve considerare anche la concorrenza del cinema tedesco, che aveva mezzi anche superiori.
Dopo l'armistizio dell'8 settembre del 1943 Roma venne occupata dalle truppe tedesche; Cinecittà fu saccheggiata dai militari, condannando gli stabilimenti a un declino da cui si sarebbero ripresi solo anni dopo.
Il colpo di grazia fu causato dal movimento cinematografico noto come Neorealismo. Autori come De Sica e Zavattini ambientavano le loro storie per strada, riappropriandosi della città e facendo recitare persone del popolo, piuttosto che attori professionisti.

Cinecittà e il dopoguerra: i kolossal e il teatro 5 di Fellini

La fine del fascismo coincise dunque con la decadenza di Cinecittà, perché il regime aveva mantenuto tutte le maestranze che lavoravano nel comparto cinematografico. Una volta crollato il regime, la maggior parte dei lavoratori del comparto si trovò senza lavoro; la Repubblica Sociale Italiana spostò la sede del cinema a Venezia, dove nacque la Mostra internazionale.
Gli stabilimenti di Roma erano diventati un centro di accoglienza per i rifugiati. Terminato il conflitto mondiale furono proprio gli americani a ridare impulso a Cinecittà. Gli studios subirono lavori di restauro ma non produssero più solo film italiani; furono scelti come quartier generale per le grandi produzioni di kolossal destinati al pubblico di tutto il mondo.
Tra le case di produzione più attive a Cinecittà c'era la MGM, che girò film come "Quo Vadis?". Era nata la nomea della Hollywood del Tevere. Perché scelsero proprio Roma? Perché le produzioni costavano poco e le maestranze avevano grandissimo talento. Roma era stata pesantemente bombardata, il centro della città, con i suoi edifici, era stato danneggiato e molti abitanti, tra cui tanta manovalanza utile al cinema, si era trasferita in periferia ed era rimasta senza lavoro.
Furono moltissimi gli artigiani che si riconvertirono al cinema, dopo aver lavorato per una vita a bottega. Era tutta gente di grande esperienza e abilità che fece le fortune del cinema americano e non solo: stuccatori, muratori, falegnami, decoratori, carpentieri, pittori, trovarono tutti un lavoro agli studios; costavano poco ed erano bravissimi.

Il periodo dei kolossal americani durò circa dieci anni. Oltre a "Quo vadis?" e "Guerra e Pace" sono da ricordare film di culto come "Vacanze Romane". Gregory Peck e Audrey Hepburn crearono il mito di luoghi che sarebbero entrati nell'immaginario collettivo degli spettatori di tutto il mondo, dagli Stati Uniti fino al Giappone: la scena di Gregory Peck che infila la mano nella Bocca della Verità e finge di averla persa, di fronte a una terrorizzata Audrey Hepburn, è rimasta nella storia del cinema. Ma fu grazie alla pellicola "Ben Hur", con Charlton Heston, che Cinecittà rinacque: era il 1959.

Dopo Ben Hur furono prodotti "Cleopatra", di Joseph Mankievicz, con i divi Richard Burton ed Elisabeth Taylor e "La caduta dell'impero romano", di Anthony Mann, del 1964. Alcuni di questi set sono rimasti, altri non li troverete, nel corso del vostro giro a Cinecittà. Potrete visitare soprattutto il mitico Teatro 5, quello dove Fellini girerà molti dei suoi lavori, dove fu ricostruito il Rex, il transatlantico del film "E la nave va".

Fellini condivise questi studios con i migliori registi italiani tra gli anni '60 e '70: da queste parti trascorrevano la maggior parte della loro vita lavorativa De Sica, Visconti e Rossellini. Tuttavia furono anni complicati, perché le produzioni americane lasciarono Roma e i film d'autore presero il posto dei kolossal.

Il cinema italiano, tra la fine degli anni '50 e l'inizio dei '70, si sostenne grazie al cinema di genere: peplum, western, horror e film di spionaggio.
Più recentemente, negli anni '80, a Cinecittà sono stati girati "C'era una volta in America", di Sergio Leone e "Gangs of New York" di Martin Scorsese. Il set del film con Leonardo Di Caprio è tuttora in piedi e vi permetterà di passeggiare tra saloon ed edifici in stile vecchio West.

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20/12/2018
Studios di CinecittaFellini Studio 5Hollywood sul Tevere

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