Visitare Roma: I capolavori di Michelangelo a Roma

Il patrimonio storico e artistico di Roma è praticamente infinito e non vi è un luogo, una scultura o un'opera pittorica che merita più di un altro.
Se state trascorrendo alcuni giorni di vacanza nella capitale, dovete per forza di cose fare una scelta e noi vogliamo suggerirvi di dedicare un po' del vostro tempo a Michelangelo Buonarroti.

1. Chi è Michelangelo Buonarroti
Michelangelo Buonarroti nasce, vicino ad Arezzo, il 6 Marzo 1475 e muore il 18 Febbraio 1564. Da sempre considerato un'artista geniale ed eclettico, si dedica alla pittura, alla scultura e all'architettura.
L'amore per l'arte, nel senso più generale del termine, sboccia quando ha soli 13 anni: si trasferisce difatti a Firenze, diventa apprendista di Domenico Ghirlandaio e studia le opera di Giotto e Masaccio.
Viene di seguito invitato alla corte di Lorenzo 'de Medici, dove impara anatomia. Negli anni successivi scolpisce La Pietà (1496) e il David (1501), mentre nel 1508 affresca la volta della Cappella Sistina in Vaticano. Nel 1516 rientra a Firenze con il duplice mandato di architetto e scultore; nel 1534 torna a Roma e firma, sulla parete di fondo della Cappella Sistina, Il Giudizio Universale.
Dedica gli ultimi anni della sua vita all'architettura e all'età di 72 anni ricopre l'incarico di direttore dei lavori per la costruzione della Basilica di San Pietro. Il decesso sopraggiunge mentre sta scolpendo la Pietà Rondanini. Roma ospita molteplici capolavori di Michelangelo e tra questi si annoverano sculture, dipinti e opere architettoniche.

2. Le sculture
L'elenco delle sculture meritevoli di tutta la vostra attenzione è davvero lungo; tra le opere più pregevoli vi sono La Pietà e il Mosè.

2.1 La Pietà
La Pietà si trova nella Basilica di San Pietro e più precisamente nella prima cappella a destra della navata. La scultura, che raffigura il Cristo morente tra le braccia di una giovane Vergine, è alta 174 centimetri, larga 195 e profonda 0,69 metri. Il complesso marmoreo, come potete notare, vanta una forma piramidale e il Cristo appare immediatamente più piccolo della Madonna. Questo gioco di dimensioni, dissimulato dall'effetto creato dalle pieghe della veste di Maria, è una chiara allusione all'infanzia di Gesù.
Osservando l'opera potete cogliere un altro dettaglio molto interessante: all'interno della bocca di Cristo vi è un dente in più (il quinto incisivo).

Questo elemento, meglio noto come il dente del peccato, viene inserito in diverse opere da molti artisti rinascimentali e pare essere correlato a personaggi negativi. Michelangelo in questo caso vuole, invece, sottolineare come il Cristo morente prende su di sé tutti i peccati del mondo.

2.2 Il Mosè
La Basilica di San Pietro in Vincoli, nel rione Monti, ospita al suo interno il Mosè di Michelangelo. La statua, allocata nel transetto di destra, viene scolpita nel 1513 e sembra essere destinata, in un primo tempo, a ornare il monumento funebre di Papa Giulio II.
Il protagonista della scultura è un maestoso Mosè che viene raffigurato, in posizione seduta, mentre tiene sotto il braccio le Tavole della Legge e si accarezza delicatamente la lunga barba.
Michelangelo descrive, con quest'opera, i momenti successivi alla consegna dei Comandamenti sul monte Sinai: Mosè viene rappresentato con vene gonfie e muscoli in tensione, segni inequivocabili della sua ira nei confronti degli israeliti impegnati a venerare un vitello d'oro.

3. Le opere pittoriche
Le opere pittoriche di maggior pregio comprendono la volta della Cappella Sistina e il Giudizio Universale.


3.1 La volta della Cappella Sistina
La Cappella Sistina, nel cuore della Città del Vaticano, vanta una volta a botte con una superficie di 500 mq. Le decorazioni prendono spunto dall'Antico Testamento e da nove episodi desunti dal libro della Genesi (Sacrificio di Noè, Diluvio Universale, Creazione di Adamo e Eva, ecc...).
Il lato lungo della volta, lateralmente a tali rappresentazioni, è invece occupato da 20 giovani nudi (Ignudi); le pareti maggiori, divise in 8 vele triangolari e 16 lunette sottostanti, sono decorate con scene bibliche e antenati di Cristo.
L'intera opera, che ruota intorno alla centralità dell'uomo nell'universo, è frutto della collaborazione tra Michelangelo e i teologi della corte papale. Questi ultimi hanno, difatti, aiutato l'artista a realizzare correttamente le rappresentazioni iconografiche; non manca, infine, una certa continuità con gli affreschi già presenti lungo le pareti.

3.2 Il Giudizio Universale
L'affresco giace, all'interno della Cappella Sistina, sulla parete posteriore l'altare. Il protagonista indiscusso dell'opera è Cristo che viene rappresentato negli istanti che precedono il verdetto del Giudizio Universale; accanto a lui vi è la Vergine Maria con il capo rivolto a sinistra.
Gli eletti vengono accolti in Paradiso, mentre i dannati sono scaraventati all'Inferno. Al centro dell'affresco potete, inoltre, scorgere San Pietro che reca in mano due chiavi, San Lorenzo con la graticola, San Sebastiano con le frecce strette in un pugno e San Bartolomeo con la pelle sulla quale sarebbe raffigurato, secondo quanto sostenuto dal medico e umanista Francesco La Cava, il volto dello stesso Michelangelo.
Nella parte sottostante vi sono gli angeli che suonano lunghe trombe, i risorti, in risalita verso il cielo, che si riappropiano del proprio corpo (resurrezione della carne) e gli angeli che, unitamente ai demoni, scaraventano i dannati all'Inferno. Un ultimo particolare degno di nota è rappresentato dalla presenza di Caronte e Minosse: si tratta di una chiara allusione a Dante Alighieri, l'autore dell'Inferno che si trova tra le anime destinate a salire in cielo.

4. Le opere architettoniche
Il progetto del celebre cupolone, simbolo della capitale, porta la firma di Michelangelo che riceve l'incarico nel 1547 e segue i lavori fino alla sua morte (1564).
L'opera viene successivamente ultimata da Giacomo Della Porta che vi apporta alcune modifiche.
La famosa Porta Pia, ubicata nel quartiere Nomentano, risale invece al 1561-1565 ed è stata anche lei oggetto di numerosi interventi di rifacimento.
Vi segnaliamo, infine, la Cappella Sforza in Santa Maria Maggiore che può essere considerata l'ultima opera del grande artista fiorentino. Il progetto, realizzato da Michelangelo alla veneranda età di 87 anni, prevede un ampio spazio di forma ellittica con volte a vela e absidi racchiuse da colonne. I lavori di costruzione vengono portati a termine dall'architetto Tiberio Calcagni.

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22/11/2018
Michelangelo BuonarrotiMichelangelo PietàMichelangelo a RomaCappella Sistina

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