Visitare Roma: Un’opera ingegneristica strabiliante, gli acquedotti romani

La maggior parte dei turisti conosce Roma per i suoi monumenti che l'hanno resa celebre in tutto il mondo, dal Colosseo alla Basilica di San Pietro volendo citare i due più famosi.
Se desiderate però scoprire la città capitolina seguendo un itinerario alternativo, potete prendere come punto di riferimento gli acquedotti romani.
Presenti ancora oggi in alcune aree di Roma e dintorni, così come in altre aree in Italia ed Europa, gli acquedotti costruiti dai romani circa duemila anni fa non hanno avuto eguali nel resto del mondo. Sono un'opera ingegneristica strabiliante, unica nel loro genere.

Acquedotti dell'Antica Roma
Il numero totale di acquedotti romani ancora visibili dopo più di 1.000 anni di storia è pari a 11 nella sola area di Roma. Qui di seguito potete confrontare i primi acquedotti dell'età repubblicana con quelli costruiti una volta proclamato l'impero con Augusto. In ordine cronologico sono: acquedotto Appio, acquedotto Anio Vetus, acquedotto Marciano, acquedotto Tepulo, acquedotto Iulio.

Acquedotto Appio
Il primo acquedotto romano fu quello costruito da Appio Claudio Cieco, lo stesso censore a cui si deve la realizzazione della celeberrima via Appia.
Passato alla storia con il nome di acquedotto Appio, l'opera risale alla fine del IV secolo a.C., un periodo storico in cui Roma fu impegnata nella guerra sannitica. L'acquedotto Appio venne realizzato sulla base delle sorgenti presenti in via Praenestina, oggi mai ritrovate. Il condotto misurava 16 km ed entrava a Roma attraverso l'odierna Porta Maggiore, avendo come capolinea il Foro Boario dopo aver attraversato Celio e Aventino.
Prima dell'acquedotto Appio, Roma si era sempre poggiata sul proprio fiume Tevere, i pozzi e le sorgenti. Alla costruzione del primo acquedotto romano ne seguirono molte altre, con una frequenza maggiore da Augusto in poi (per via dell'espansione demografica registratasi nella città di Roma e per le nuove dimensioni imperiali acquisite dalla città sul Tevere).

Acquedotto Anio Vetus
L'acquedotto Anio Vetus fu il secondo acquedotto romano costruito in età repubblicana. La sua realizzazione risale all'anno 272 a.C., ad opera dei censori Flacco e Dentato. Dal nome è possibile risalire al fiume Aniene, mentre per la sua posizione geografica dovete fare riferimento alla località di San Cosimato.

Acquedotto Marciano
L'acquedotto Marciano prende il nome dal pretore che lo costruì nell'anno 144 a.C., Quinto Marcio Re. Il punto di partenza del terzo acquedotto romano nella storia repubblicana si attesta presso la valle dell'Aniene, anche se a differenza dell'Anio Vetus l'Aqua Marcia (il nome latino dell'acquedotto) attingeva dalle sorgenti d'acqua presenti nella valle e non direttamente dal fiume.

Acquedotto Tepulo
Lo strano nome dell'acquedotto Tepulo deriva dalla temperatura dell'acqua all'interno del condotto sotterraneo lungo 18 km. Aveva come termine il castello di Via XX Settembre. La sua realizzazione risale al 125 a.C., a distanza dunque di circa 20 anni rispetto all'acquedotto Marciano, con cui condivideva il percorso sotterraneo.
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Acquedotto Iulio
Costruito da Agrippa in persona, il geniale architetto della tarda Repubblica di Roma, l'acquedotto Iulio fu terminato nel 33 a.C. e dedicato ad Augusto, appartenente alla gens Iulia (la stessa a cui apparteneva Cesare). L'inizio dell'acquedotto va fatto risalire fino a Grottaferrata, presso le sorgenti Squarciarelli.

Acquedotti romani dell'età imperiale
L'acquedotto Iulio segna lo spartiacque tra gli acquedotti romani dell'età repubblicana e quelli dell'età imperiale. Curiosamente, il primo acquedotto romano della fase imperiale venne realizzato dall'architetto Agrippa, lo stesso che si occupò dei lavori dell'acquedotto dedicato ad Augusto.
Qui trovate un elenco degli acquedotti costruiti dal 27 a.C in poi: acquedotto Virgo, acquedotto Alsietino, acquedotto Claudio, acquedotto Neroniano, acquedotto Anio Novus, acquedotto Traiano, acquedotto Alexandrino.

Acquedotto Virgo
L'origine del nome Aqua Virga (il corrispondente latino di acquedotto Virgo) è avvolta nella leggenda. Si narra che l'architetto Agrippa l'abbia voluto chiamare così per omaggiare una ragazza. La fanciulla - secondo quanto riporta la leggenda - avrebbe indicato ai soldati la posizione esatta della sorgente duranta una campagna militare. La costruzione risale al 19 a.C., in funzione delle Terme di Campo Marzio costruite sempre da Agrippa.

Acquedotto Alsietino
L'acquedotto Alsietino risale al 2 a.C. ed è conosciuto più propriamento come Aqua Augusta, in quanto fu lo stesso imperatore Augusto a volerlo. Alsietinus era il nome latino dell'odierno lago Martignano, da cui l'acquedotto attingeva inizialmente per poi abbeverare la Naumachia del primo imperatore di Roma.

Acquedotto Claudio
L'acquedotto Claudio può essere considerato uno degli acquedotti romani meglio conservati. Iniziato da Caligola e terminato da Claudio (entrambi appartenenti alla gens Claudia) nella prima metà del I secolo, l'acquedotto romano di età imperiale può essere ammirato in tutta la sua magnificenza. Recatevi presso il parco degli acquedotti per fotografare le spettacolari 144 arcate.

Acquedotto Neroniano
Durante il suo breve impero Nerone si dedicò alla costruzione non di uno ma di due acquedotti. Dopo l'acquedotto Claudio, il discusso imperatore costruì quello che oggi viene conosciuto come l'acquedotto Neroninano. L'opera aveva lo scopo di rifornire la Domus Aurea.

Acquedotto Anio Novus
Dopo oltre 300 anni i romani tornarono a costruire un acquedotto nella valle del fiume Aniene, da qui il nome di Anio Novus (per distinguerlo dal precedente acquedotto che si trasformò in Anio Vetus). La sua costruzione risale al 38 d.C., sotto l'impero di Caligola, anche se a terminarlo fu ancora una volta Claudio nel 52 d.C.

Acquedotto Traiano
Il penultimo degli acquedotti romani ad essere costruito nel 109 d.C. fu l'acquedotto Traiano, il cui nome deriva dal celebre imperatore dell'inizio del II secolo. L'acquedotto aveva lo scopo di rifornire d'acqua l'attuale zona di Trastevere.

Acquedotto Alexandrino
L'ultimo acquedotto romano degli undici costruiti tra l'età repubblicana e quella imperiale fu l'acquedotto Alexandrino, realizzato dall'imperatore Alessandro Severo nell'anno 226 d.C per alimentare le Terme Alessandrine, in passato appartenute all'imperatore Nerone, dopo un percorso di 22 km.

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31/12/2018
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