Visitare Roma: un curioso viaggio nella moda di inizio secolo al Museo Boncompagni Ludovisi

Avete prenotato un soggiorno a Roma e desiderate organizzare un itinerario che vi conduca alla scoperta di una delle più belle città del mondo e dei suoi immediati dintorni? Bene, allora non dimenticate di aggiungere ai luoghi da visitare il Museo Boncompagni Ludovisi, una struttura museale dedicata alle arti decorative e più in particolare alla moda e al costume italiano di inizio secolo. Il Museo è stato allestito all'interno della Villa Boncompagni Ludovisi, situata al civico 18 di via Boncompagni, una traversa della più nota via Vittorio Veneto, nel cuore di Roma e a pochi metri da Porta Pinciana.
In passato gestito dalla Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea, a partire dal dicembre del 2014 il villino è diventato parte integrante del Polo museale della Regione Lazio, che oltre a questa struttura gestisce altri 42 musei. L'ingresso alla struttura è gratuito e la visita è davvero suggestiva, consigliata a tutti coloro che desiderano conoscere i segreti della moda italiana del Novecento e alcune delle creazioni più importanti degli stilisti che hanno fatto grande il nostro Paese. Ma scopriamo le caratteristiche salienti di questo piccolo gioiello immerso nel tessuto urbano della Capitale.

Il percorso museale
La struttura è stata interamente dedicata alle arti decorative e in particolare alla moda italiana e agli arredi di inizio secolo. Il museo si compone di cinque diverse sale espositive, nelle quali trovano posto anche gli arredi originali della villa Boncompagni Ludovisi, utilizzati dai primi proprietari dell'edificio. All'appello non manca quasi nulla di quelli che furono gli arredi, tant'è che la mostra annovera decine tra mobili, dipinti, lampadari, abiti, arazzi e ceramiche risalenti ai primi decenni del Novecento. Splendida è la sezione nella quale sono esposti centinaia di oggetti databili tra il XVIII e gli inizi del XX secolo, relativi a temi quali la moda italiana, le arti decorative, il design e i costumi dell'epoca. La sala dedicata alla moda fa luce sulle abitudini delle damigelle dell'epoca e sulle loro preferenze, sulla qualità sartoriale dei meravigliosi abiti da sera e da gala indossati tra la fine dell'Ottocento e gli inizi del Novecento, ma soprattutto sulle più importanti firme dell'alta moda italiana appartenenti al periodo che va dal secondo dopoguerra ad oggi.
L'obiettivo del Polo Museale della Regione Lazio è fare del Museo Boncompagni Ludovisi una sorta di tempio dell'alta moda, illustrando le caratteristiche principali e le trasformazioni della moda italiana dai primi decenni del XX secolo ad oggi. Ma altrettanto spazio è stato offerto ad altre tematiche importanti, quali la sfida lanciata ai maestri artigiani della moda d'Oltralpe degli anni Venti, considerati tra i più bravi ed importanti al mondo, o l'autonomia creativa che ha caratterizzato gli anni Quaranta, per arrivare fino ai grandi successi ottenuti dagli stilisti italiani negli ultimi decenni. All'interno della nutritissima collezione del Museo Boncompagni Ludovisi figurano abiti di grandi stilisti del presente e del passato come Valentino, Fernanda Gattinoni, Fausto Sarli, Raffaella Curiel, Roberto Capucci, Renato Balestra, Lorenzo Riva, Marella Ferrera, Mila Schön, Angelo Litrico (celebre sarto romano che tra gli altri vestì personaggi come Krusciov e Kennedy ed il cui atelier è situato nel cuore della città) e André Laug. Nel 1996, ad un patrimonio da fare invidia ai più importanti musei del mondo, si è aggiunto anche l'inestimabile fondo appartenuto a Palma Bucarelli, direttrice fino al 1975 della Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma. Oltre a rivestire un ruolo di grande importanza nell'arte italiana, Palma Bucarelli viene tuttora ricordata come una delle donne più eleganti dell'epoca. Il Museo ospita anche collezioni minori, come quella appartenuta alla celebre Sartoria Paradisi di Roma o quelle di altri collezionisti noti, tra cui la collezione personale della giornalista Maria Vittoria Caruso Alfonsi. Da qualche anno, il Museo Boncompagni Ludovisi ospita anche mostre ed eventi d'arte contemporanea. È accessibile tutti i giorni ad eccezione del lunedì, dalle 9.30 del mattino alle 19.00 (l'ultimo ingresso è fissato per le ore 18.00). L'ingresso è libero, salvo che in occasioni speciali, durante le quali il museo diventa sede di alcune mostre temporanee organizzate dal Ministero dei Beni Culturali.

La storia del villino Boncompagni Ludovisi
Realizzato verso la fine del XIX secolo e gli inizi di quello successivo dall'architetto Giovanni Battista Giovenale, il villino fu utilizzato come residenza privata dalla famiglia Boncompagni Ludovisi. Nel 1972, in seguito alle disposizioni testamentarie lasciate dall'ultimo erede della famiglia, l'edificio, quasi interamente realizzato in stile Eclettico, fu donato allo Stato italiano affinché lo mantenesse in buono stato e lo impiegasse esclusivamente per scopi culturali e di pubblica utilità. A lasciare queste parole fu la principessa Blanceflor de Bildt Boncompagni. Prima che lo Stato provvedesse ad allestirvi una mostra aderente allo stile della struttura sono trascorsi diversi anni: il villino Boncompagni Ludovisi, infatti, venne riaperto al pubblico soltanto nel 1995. Da allora ospita uno splendido percorso museale dedicato alla moda italiana nel corso del tempo, con un focus particolare su quella di inizio Novecento.
Oggi, il museo è gestito dal Polo Museale del Lazio, in accordo con il Comune di Roma. Splendida la facciata dell'edificio, contraddistinta da tratti barocchi ed incantevoli fioriture liberty, successivamente rimodernata mediante alcune aggiunte neoclassiche, risalenti alla vasta opera di ristrutturazione effettuata nel 1932. Gli interni della struttura alternano spazi aperti e ampie sale di rappresentanza, che all'epoca dovettero ospitare numerose personalità eminenti. L'edificio si estende su due piani: il primo è caratterizzato dalla presenza della straordinaria Galleria degli Arazzi (nome che proviene dai preziosi arazzi fiamminghi risalenti al XVII secolo e realizzati da grandi artisti del calibro di Afro, Accardi, Turcato, Sanfilippo e Montanarini), dall'altrettanto suggestiva Sala della Culla dei Principi di Savoia, dalla Sala di Papa Boncompagni (originariamente utilizzata come sala da pranzo) e dal Salone delle Vedute; il secondo piano, invece, si pone come un lungo itinerario attraverso alcune sale tematiche nelle quali l'arte, il costume e la moda di inizio Novecento la fanno da padrone.

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29/04/2019
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